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L’Essenza della Fede di Paolo:
Uniti con Cristo dopo Essere Morti al Peccato
< Romani 7:1-4 >
“O ignorate forse, fratelli (perché parlo a
persone che hanno conoscenza della legge), che la legge ha potere sull’uomo
per tutto il tempo ch’egli vive? infatti la donna sposata è legata per legge
al marito mentre egli vive; ma se il marito muore, è sciolta dalla legge che
la lega al marito. Perciò se lei diventa moglie di un altro mentre il marito
vive, sarà chiamata adultera; ma se il marito muore, ella è libera da quella
legge, per cui non è adultera se diventa moglie di un altro uomo. Così, fratelli
miei, anche voi siete stati messi a morte quanto alla legge mediante il corpo
di Cristo, per appartenere a un altro, cioè a colui che è risuscitato dai morti,
affinché portiamo frutto a Dio.”
Hai mai visto un’intricata matassa di filo? Se
tentassi di comprendere questo capitolo senza conoscere la verità del battesimo
di Gesù in cui credeva l’Apostolo Paolo, la tua fede sarebbe soltanto in uno
stato di confusione maggiore di prima.
Paolo dice in questo capitolo che poiché tutti
sono assolutamente corrotti davanti alla Legge di Dio, uno può andare a Gesù
Cristo e rinascere solo dopo essere morto di una morte spirituale.
La verità che Paolo comprese
Romani 7:7 dichiara, “Che cosa diremo dunque?
La legge è peccato? No di certo! Anzi, io non avrei conosciuto il peccato se
non per mezzo della legge.” Paolo continua, “Poiché non avrei conosciuto
la concupiscenza se la legge non avesse detto, ‘Non concupire.’” Inoltre,
aggiunge, “Ma il peccato, colta l’occasione, per mezzo del comandamento,
produsse in me ogni concupiscenza.” Paolo si rese conto di aver violato
tutti i 613 comandamenti di Dio. In altre parole, egli non era altro che una
massa di peccati che non poteva fare nient’altro che commettere peccati, perché
egli era discendente del primo uomo Adamo, fu generato nell’iniquità, e fu concepito
nel peccato da sua madre.
Tutti gli uomini che nascono in questo mondo peccano,
a partire dalla nascita e fino alla morte. Essi sono dunque incapaci di osservare
i comandamenti di Dio. Come potrebbero queste masse di peccato osservare tutti
i 613 comandamenti e la Legge di Dio? Solo quando noi riconosciamo che siamo
peccatori davanti alla Legge di Dio noi possiamo andare a Gesù Cristo, la giustizia
di Dio, e giungiamo a comprendere che possiamo finalmente essere liberati dal
peccato attraverso Cristo Gesù. Gesù Cristo divenne la giustizia di Dio. Egli
ci portò questa giustizia di Dio attraverso il Suo battesimo da Giovanni e il
Suo sangue sulla Croce. Pertanto noi dobbiamo tutti conoscere e credere nella
giustizia di Dio. Il motivo per cui dobbiamo credere in Gesù è perché questa
giustizia di Dio si trova in Lui.
Conosci e credi nella giustizia di Dio? La giustizia
di Dio è il segreto che è nascosto nel vangelo dell’acqua e dello Spirito. Questo
segreto è tutto contenuto nel battesimo che Gesù ricevette da Giovanni al Fiume
Giordano. Vuoi conoscere questo segreto? Se vuoi credere in questa verità, otterrai
la giustizia di Dio attraverso la tua fede.
Prima che noi venissimo a sapere della Legge e
dei comandamenti di Dio, sembrava che noi non fossimo peccatori, anche se commettevamo
peccato su base giornaliera. Ma dopo che iniziammo a frequentare la chiesa,
noi giungemmo a comprendere che eravamo davvero molto corrotti, e che avremmo
raggiunto la morte spirituale a causa dei peccati rivelati in noi. Pertanto,
per condurre le anime a Gesù Cristo, Paolo l’Apostolo ricordò i suoi giorni
passati quando egli credeva falsamente avendo frainteso la Legge di Dio e i
comandamenti.
Ecco un esempio che ti aiuterà a comprendere il
ruolo della Legge di Dio. In questo momento ho in mano la Bibbia. Se io nascondo
qualcosa di grande importanza tra i fogli di questa Bibbia dicendo, “Non cercare
in alcun modo di guardare dentro questo libro per scoprire cosa vi è nascosto,”
e poi lo lascio qui sul tavolo con te per un po’, come reagirai? Nel momento
in cui senti le mie parole, proverai il desiderio di scoprire cosa è nascosto
in quella Bibbia, e in conseguenza di questa curiosità, violerai le mie istruzioni.
Nello stesso momento in cui ti chiedi cosa potrebbe essere nascosto in quella
Bibbia, non avrai altra scelta che controllare. Ma se io non ti avessi ordinato
di non guardare mai nella Bibbia, non avresti mai provato la tentazione. Allo
stesso modo, quando Dio ci dà un comando, i peccati che erano latenti in noi
si manifesteranno secondo le circostanze.
La Legge che Dio ha dato all’umanità ha il ruolo
di rivelare il peccato nei cuori delle persone. Egli non ce la diede in modo
che potessimo osservarla e seguirla; piuttosto, la Legge ci fu data per rivelare
i nostri peccati e così renderci peccatori. Noi tutti periremo, se non andiamo
a Gesù Cristo e non crediamo nella giustizia di Dio che si trova nel battesimo
che Gesù ricevette da Giovanni e nel sangue che Egli versò sulla Croce. Noi
dovremmo tenere in mente che il ruolo della Legge è di portarci a Cristo e di
aiutarci a credere nella giustizia di Dio attraverso di Lui.
È per questo che Paolo l’Apostolo testimoniò,
“Ma il peccato, colta l’occasione, per mezzo del comandamento, produsse in
me ogni concupiscenza” (Romani 7:8). Attraverso la Legge di Dio, Paolo l’Apostolo
ci mostrò quali sono i principi basilari del peccato. Egli confessò che nei
suoi principi egli era stato un peccatore, ma che era giunto ad avere la vita
eterna credendo nella giustizia di Dio data da Gesù Cristo.
Lamento e fede di Paolo
Dunque Paolo disse, “Me infelice! Chi mi libererà
da questo corpo di morte? Grazie siano rese a Dio per mezzo di Gesù Cristo,
nostro Signore” (Romani 7:24).
Paolo riconobbe il fatto che persino lui, che
possedeva la giustizia di Dio, continuava a peccare, e che come tale, la Giustizia
di Dio era necessaria con ancora maggiore urgenza non solo per lui ma anche
per il resto dell’umanità.
Noi dovremmo ottenere la giustizia di Dio conoscendo
correttamente i segreti nascosti nel battesimo che Gesù ricevette e credendo
in essi. Io e te dovremmo conoscere e credere nella Giustizia di Dio che si
trova nel battesimo di Cristo e nel Suo sangue sulla Croce. Solo allora le nostre
anime e carne, che non hanno altra scelta che peccare, possono essere liberati
dai nostri peccati. Non dobbiamo dimenticare il fatto che il battesimo di Cristo
e il Suo sangue sulla Croce realizzarono la giustizia di Dio.
Coloro che non conoscono la giustizia di Dio possono
solo rimanere peccatori alla fine, per quanto possano sforzarsi di osservare
la Sua Legge. Noi dobbiamo comprendere che la Legge di Dio non ci fu data perché
noi la rispettassimo. Ma i legalisti non comprendono che il segreto della redenzione
è situato nel “battesimo” che Gesù aveva ricevuto insieme al Suo sangue sulla
Croce. Come risultato di ciò, essi fraintendono la Legge di Dio pensando che
essa fu data a loro perché le obbedissero, e continuano a vivere nella confusione.
Ma noi dobbiamo riconoscere i nostri peccati attraverso la Legge e vivere secondo
la nostra fede in Giustizia di Dio. Noi non dobbiamo rivoltarci contro questa
giustizia di Dio per perseguire la nostra giustizia. Piuttosto, noi dobbiamo
credere nella giustizia di Dio realizzata dal battesimo di Cristo e dal Suo
sangue sulla Croce. Noi dobbiamo, in altre parole, imparare a ringraziare nostro
Signore, che ha realizzato la Giustizia di Dio.
È per questo che Paolo, guardando la sua carne,
inizialmente gridò, “Me infelice!,” ma continuava a ringraziare Dio per
mezzo di Gesù Cristo. Il motivo per cui Paolo fece questa confessione era che
quanto più egli aveva peccato, tanto più compiutamente il battesimo di Gesù
e il Suo sangue sulla Croce realizzarono la giustizia di Dio. Anche noi siamo
capaci di gridare di gioia e di vittoria, perché siamo stati salvati dalla nostra
fede in Gesù Cristo, anche se anche noi conduciamo una vita difficile tra la
legge della carne e quella della Giustizia di Dio. La fede che aveva Paolo consisteva
nel credere nel battesimo di Gesù Cristo e nel Suo sangue sulla Croce. È così
che Paolo giunse a dimorare nella sua fede nella giustizia di Dio, e credendo
in questa giustizia di Dio, egli poté divenire colui che Gli rese gloria.
In Romani capitolo 7, Paolo parla del suo stato
sventurato nei vecchi tempi, in contrasto con la sua successiva fede vittoriosa
nella giustizia di Dio. La vittoria di fede di Paolo fu grazie alla sua fede
in questa giustizia di Dio.
“O non sapete, fratelli (perché io parlo a
coloro che conoscono la legge), che la legge ha dominio sull’uomo finché vive?”
(Romani 7:1).
Riflettendo sul fatto che prima della sua redenzione
la sua carne fu condannata a morte dalla Legge di Dio, l’Apostolo Paolo fece
la confessione di fede che egli, credendo in Gesù Cristo, era morto al peccato.
Prima di incontrare la giustizia di Dio—cioè, prima di rinascere—coloro di noi
che credono in Cristo vivevano sotto il dominio e la maledizione della Legge.
Così, la Legge avrebbe avuto dominio su di noi se noi non fossimo stati riscattati
dai nostri peccati incontrando Gesù Cristo, che ci ha portato la giustizia di
Dio.
Paolo parlava di questioni spirituali che non
possono essere facilmente comprese nella carne—cioè, coloro che sono morti al
peccato non sono più sotto il dominio del peccato, proprio come una donna il
cui marito è morto è completamente liberata dai suoi obblighi nei confronti
del marito. Questo passaggio può sembrare semplice, ma è un passaggio spiritualmente
cruciale. Esso significa che, che piaccia a loro o no, coloro che non hanno
incontrato la giustizia di Dio sono, di fatto, destinati a vivere sotto la maledizione
della Legge. Questo avviene perché essi non hanno ancora risolto il problema
dei loro peccati.
Romani 6:23 ci dice che “il salario del peccato
è la morte,” a significare che il peccato scomparirà solo quando il suo
salario sarà stato pagato. Se uno crede in Gesù, ma non conosce la giustizia
di Dio data da Gesù, allora sta ancora vivendo nel peccato e deve pagare il
salario del peccato. È per questo che dobbiamo incontrare la giustizia di Dio
per mezzo di Gesù Cristo. Solo incontrando la giustizia di Dio noi possiamo
essere morti ai nostri peccati, liberati dalla Legge, ed essere sposati al nostro
nuovo sposo Cristo Gesù.
Noi possiamo trovare la giustizia di Dio per mezzo
di Gesù Cristo, ma se non crede in questa giustizia di Dio, nessuno può essere
liberato dalla Legge. L’unico modo di allontanarci dalla maledizione della Legge
è conoscere e creder nella giustizia di Dio. Hai trovato questa giustizia di
Dio per mezzo di Gesù? Se no, è giunto il momento per te di mettere da parte
la tua giustizia e di ritornare umilmente alla Parola di Dio.
Verso Cristo dopo essere morti al peccato
Paolo disse ai suoi fratelli a Roma, “Anche
voi siete stati messi a morte quanto alla legge mediante il corpo di Cristo.”
Dovete avere una comprensione precisa di ciò che significa ‘essere stati
messi a morte quanto alla legge mediante il corpo di Cristo.’ Nessuno può
andare a Cristo senza diventare morto al peccato attraverso il corpo di Cristo.
I nostri peccati, in altre parole, devono morire con il corpo di Gesù Cristo.
Questo è possibile solo quando si crede nel battesimo di Gesù da Giovanni e
nella Sua morte sulla Croce.
Noi possiamo morire con Cristo al peccato credendo
nel battesimo di Gesù da Giovanni. Poiché Gesù morì con tutti i peccati dell’umanità
passati sul Suo corpo con il Suo battesimo da Giovanni, anche i nostri peccati
sono morti con Lui quando noi abbiamo creduto in questo. Che tutti i peccati
del mondo furono passati su Gesù attraverso il Suo battesimo da Giovanni è verità.
Questa verità non dovrebbe solo essere conosciuta, ma conservata nei nostri
cuori in fede. Noi dobbiamo conservare questa fede finché entriamo nel Regno
di Dio. È per questo che Paolo disse che noi siamo diventati morti alla Legge
attraverso il corpo di Cristo. Come tali, coloro che credono in questa verità
possono andare a Gesù Cristo, vivere con Lui, e portare i frutti giusti per
Dio.
Così, la Scrittura ci dice che dovremmo servire
Dio nel nuovo regime dello Spirito e non in quello vecchio della lettera (Romani
7:6). I peccatori in realtà commettono più peccati a causa della Legge. Ciò
avviene perché la Legge rivela altri peccati che sono nascosti dentro di loro,
rendendoli in tal modo più informati dei loro peccati e consentendo loro di
peccare ancora di più. Una delle funzioni della Legge è di farci riconoscere
i nostri peccati, ma ha anche lo scopo di rivelare di più sulla natura del peccato
e di farci commettere più peccati. Se non fosse per la Legge che Dio ci diede,
noi non sapremmo che c’era tanto peccato nascosto dentro di noi. Ma Dio ci diede
la Sua Legge, e questa Legge non solo rende il peccato ancora più peccaminoso,
ma ci fa anche commettere sempre più peccati.
Pertanto, Paolo dice che finché non diveniamo
morti al peccato attraverso il corpo di Cristo, noi ora dobbiamo servire il
Signore con la fede nel credere nella giustizia di Dio. Egli ci sta dicendo
di servire il Signore con l’aiuto dello Spirito e il dono della redenzione dataci
per la nostra fede tenuta nel profondo dei nostri cuori, invece di servirLo
con la fede nel significato letterale della Parola. Poiché la Bibbia ci dice
che “perché la lettera uccide, ma lo Spirito dà la vita,” noi dobbiamo
seguire il Signore rendendoci conto del vero significato del vangelo dell’acqua
e dello Spirito, che è la giustizia di Dio. Quando noi crediamo nella Parola
di Dio, in altre parole, noi dobbiamo conoscere e credere nel vero significato
nascosto nella Parola scritta.
Allora la Legge è peccato? No di certo!
Paolo spiegò la Legge di Dio enfatizzando le sue
funzioni. Questo mostra quanto è importante credere con una comprensione appropriata
della funzione della Legge. Paolo guardava i suoi peccati a modo suo prima,
e a causa di ciò egli non conosceva i suoi peccati, ma attraverso la Legge di
Dio egli fu in grado di comprendere che aveva un cuore cupido in lui.
Io spero che anche i credenti in Gesù oggi siano
in grado di raggiungere la stessa comprensione sulla Legge che raggiunse Paolo.
Ci sono delle persone che, non avendo compreso la verità della Legge, si sforzano
ancora di più di vivere la loro vita secondo la Legge. E ci sono molti che vanno
in chiesa pensando che se si sforzano un po’ di più, saranno in grado di osservare
tutta la Legge. Ma in realtà, queste persone non saranno in grado di trovare
affatto la Giustizia di Dio.
Queste persone non hanno compreso il significato
profondo della Legge data da Dio, e sono così diventati legalisti. Essi sono
dei ciechi ipocriti, incapaci di vedere persino i loro cuori, e non sanno che
si stanno opponendo alla giustizia di Dio nella comunità cristiana. Ci sono
tante persone così nella cristianità odierna. Coloro che non conoscono veramente
la giustizia di Dio e hanno accettato Gesù come loro Salvatore nominale nella
fede legalistica non saranno esenti dalla punizione della morte eterna.
Paolo afferma che attraverso i comandamenti di
Dio, egli giunse a rendersi conto della cupidigia nel suo cuore. Quando egli
comprese i suoi peccati attraverso i comandamenti, Paolo era ancora un legalista
che pensava di dover osservare la Legge di Dio. I comandamenti di Dio rivelarono
la cupidigia nel cuore di Paolo e resero i peccati di Paolo ancora più peccaminosi.
È così che Paolo giunse a comprendere di non essere nient’altro che un grave
peccatore.
Ci sono dodici tipi di peccato nella mente umana.
Quando Paolo non sapeva delle reali funzioni della Legge, egli pensava di essere
un’ottima persona, non rendendosi conto esattamente di quanto corrotto egli
fosse in realtà. Ma il risultato del suo sforzo di vivere secondo i comandamenti
di Dio gli mostrò che egli era lungi dall’essere in grado di osservare i comandamenti,
e che questi comandamenti in realtà rivelavano i suoi peccati ancora di più.
Come sono le persone quando credono in Gesù? Quando
avete iniziato per la prima volta a credere in Gesù, forse eravate tutti infiammati
della vostra fede, ma con il passare del tempo, avrete scoperto i molti peccati
che sono fondamentalmente in voi. Attraverso cosa scopriste questi peccati?
È attraverso la Legge scritta e i comandamenti che abbiamo scoperto quanto sono
pieni i nostri cuori dei dodici tipi di peccati. E noi siamo restii a vedere
il nostro io peccaminoso davanti alla Legge. Questo avviene perché noi scopriamo,
attraverso la Legge, di essere veramente gravi peccatori.
È per questo che alcuni hanno creato la Dottrina
della Giustificazione per consolare se stessi. Questa dottrina pretende che
anche se noi abbiamo il peccato nei nostri cuori, solo per il fatto che noi
crediamo in Gesù, Dio ci considererà retti. Questa è solo una dottrina artificiale.
Le persone hanno fatto e creduto in tale dottrina per nascondere i loro peccati,
cercando di vivere nella compiacenza di questa dottrina. Ma poiché essi si rivelano
ancora peccatori davanti alla Legge, i loro peccati vengono ad opprimere sempre
di più le loro menti. Per essere liberati da tutti i nostri peccati, noi non
abbiamo altra scelta che credere nel vangelo che contiene la giustizia di Dio.
Questo è l’unico modo per essere liberati da tutti i nostri peccati.
Poiché Paolo nel suo passato aveva pensato che
Dio gli aveva dato i comandamenti perché fossero seguiti, egli considerava del
tutto naturale di cercare di fare il suo meglio per osservarli. Al contrario,
egli scoprì che questi comandamenti in realtà condannavano la sua anima a morte
a causa del peccato. Paolo infine comprese che stava fraintendendo e credendo
in modo erroneo nei comandamenti di Dio.
Ognuno ha nel suo cuore i dodici tipi di peccati
menzionati in Marco 7:21-23. “Perché è dal di dentro, dal cuore degli uomini,
che escono cattivi pensieri, fornicazioni, furti, omicidi, adulteri, cupidigie,
malvagità, frode, lascivia, sguardo invidioso, calunnia, superbia, stoltezza.
Tutte queste cose cattive escono dal di dentro e contaminano l’uomo.”
Come Paolo, tutte le persone possono riconoscere
i loro peccati attraverso i comandamenti di Dio. Mediante la Legge essi compresero
i loro peccati e furono essi a morte, e poi essi scoprirono la giustizia di
Dio per mezzo di Gesù Cristo e credettero in essa. Qual è la tua comprensione
della giustizia di Dio? Stai ancora cercando di osservare i comandamenti pensando
di poterli osservare tutti? Dio ci ha dato la Sua Legge in modo che noi riconosciamo
i nostri peccati e ritorniamo a Lui—per essere liberati dal peccato, in altre
parole, credendo nella giustizia di Dio. Noi dobbiamo avere un’appropriata comprensione
sul motivo per cui Dio ci diede i Suoi comandamenti e credere in essi correttamente.
Una volta che avrai compreso questa verità, conoscerai esattamente quanto è
prezioso il vangelo dell’acqua e dello Spirito Santo.
Quelli che credono nei comandamenti di Dio possono
rendersi conto di quali grandi peccatori essi sono agli occhi di Dio. Le persone
che non conoscono il ruolo dei comandamenti e non credono nella giustizia di
Dio si imbatteranno in grandi difficoltà nella loro vita religiosa e alla fine
saranno condotti alla loro distruzione. Questo avviene perché è semplicemente
impossibile stare lontani dal peccato mentre si vive in un mondo che è pieno
di peccati. È per questo che alcuni si isolano perfino nelle montagne remote
e cercano di condurre vita ascetica. Essi pensano che vivendo in mezzo alle
montagne e ritirandosi dai peccati del mondo, possono evitare di commettere
peccati, ma non è così.
Noi dobbiamo comprendere che, anche se è vero
che ognuno a questo mondo commette peccato e pertanto ha il peccato nel cuore,
la redenzione da tutto questo peccato si può trovare nel conoscere e nel credere
nella giustizia di Dio. Anche se noi evitassimo il mondo per fuggire dai suoi
peccati, tuttavia non saremmo in grado di fuggire dai peccati dei nostri cuori.
Questo è perché i nostri peccati si trovano nei nostri cuori. Per liberarci
veramente dal peccato, dobbiamo credere nel vangelo dell’acqua e dello Spirito.
La Legge di Dio e i Suoi comandamenti rendono i nostri peccati persino più peccaminosi.
Coloro che conoscono la gravità dei loro peccati devono conoscere e credere
nella giustizia di Dio, rivelata a noi attraverso il vangelo dell’acqua e dello
Spirito.
“E il comandamento che avrebbe dovuto darmi
vita, risultò che mi condannava a morte. Perché il peccato, colta l’occasione
per mezzo del comandamento, mi trasse in inganno, e per mezzo di esso mi uccise”
(Romani 7:10-11). Noi dobbiamo avere una comprensione appropriata della
Legge. Coloro che non hanno compreso appropriatamente la Legge trascorreranno
la loro vita intera annegati nel legalismo, cercando di fuggire dalla Legge
fino al loro ultimo giorno. Solo coloro che conoscono il vero ruolo della Legge
ameranno e crederanno nella giustizia di Dio compiuto da Gesù. Conosci, dunque,
questa giustizia di Dio?
Paolo l’Apostolo disse che poiché non era rinato
nel passato, egli allora apparteneva alla sua carne ed era venduto schiavo al
peccato. Confessò anche che anche se desiderava vivere secondo la Legge di Dio,
egli finiva col fare quello che non desiderava fare—cioè commettere peccato.
Questo era perché egli non aveva lo Spirito Santo in lui poiché non aveva la
giustizia di Dio. Paolo poi ammise che la ragione per cui egli commetteva peccato
contro il suo volere era nei peccati che si trovavano nel suo cuore, perché
doveva ancora scoprire la giustizia di Dio in quel periodo.
Ciononostante, Paolo si rese conto di una legge,
e quella legge era la legge del peccato—la sua presa di coscienza fondamentale
del fatto che l’uomo, che ha il peccato nel suo cuore, non può evitare di peccare.
Egli comprese anche che la persona interiore continuava a desiderare di vivere
sempre secondo la Legge di Dio. Ma Paolo confessò che, proprio come un albero
del peccato porta i frutti del peccato, egli era un peccatore che poteva solo
continuare a vivere nel peccato, perché, non avendo ancora incontrato Gesù Cristo,
non aveva ricevuto la redenzione dai suoi peccati. Era giusto, in altre parole,
per lui essere messo a morte a causa dei suoi peccati.
È per questo che egli confessò di essere un uomo
sventurato, lamentando, “Chi mi libererà da questo corpo di morte?” (Romani
7:24) questo fu il ricordo di Paolo di se stesso quando era un peccatore.
Prova ad applicare questa confessione di Paolo a te stesso. Non sei ancora imprigionato
in questo corpo di morte che non riesce a osservare la Legge? Noi dobbiamo credere
nella giustizia di Dio. Nel vangelo dell’acqua e dello Spirito è nascosta la
giustizia di Dio, e noi possiamo conseguire la Sua giustizia credendo a questo
vangelo.
Paolo poté essere liberato da tutta la sua infelicità
credendo nel battesimo di Gesù Cristo e nella Sua morte sulla Croce.
Il climax del capitolo 7 si trova nei versetti
24 e 25. Paolo scrive, “Me infelice! Chi mi libererà da questo corpo di morte?
Grazie siano rese a Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore. Così dunque,
io con la mente servo la legge di Dio, ma con la carne la legge del peccato.”
In Romani capitolo 6, Paolo parla della fede che
ci porta a essere sepolti e risuscitati in unione con Cristo. Unendoci con il
Suo battesimo e la Sua morte sulla Croce, noi possiamo conseguire questa fede.
Paolo comprese di essere un uomo infelice, la
cui carne era così insufficiente che egli trasgrediva la Legge di Dio non solo
prima di incontrare Gesù ma continuò a trasgredirla persino dopo il suo incontro
con Gesù. Egli così di lamentava, “Chi mi libererà da questo corpo di morte?”
egli poi concluse che poteva essere liberato dal corpo di morte credendo nella
giustizia di Dio, dicendo, “Grazie siano rese a Dio per mezzo di Gesù Cristo,
nostro Signore.” Paolo fu liberato dai peccati della carne e della mente
credendo nella Giustizia di Dio attraverso Cristo ed essendo unito con Lui.
La confessione finale di Paolo fu, “Così dunque,
io con la mente servo la legge di Dio, ma con la carne la legge del peccato”
(Romani 7:25). E all’inizio del capitolo 8, egli confessò, “Non c’è più
dunque nessuna condanna per quelli che sono in Cristo Gesù, che non camminano
secondo la carne, ma secondo lo Spirito. Perché la legge dello Spirito della
vita in Cristo Gesù mi ha liberato dalla legge del peccato e della morte” (Romani
8:1-2).
C’erano originariamente due leggi date da Dio:
la legge del peccato e della morte e quella dello Spirito della vita. La legge
dello Spirito della vita salvò Paolo dalla legge del peccato e della morte.
Ciò significava che credendo nel battesimo di Gesù e nella Sua morte sulla Croce,
che tolse tutti i suoi peccati, egli si unì con Gesù e fu salvato da tutti i
suoi peccati. Noi dobbiamo tutti avere la fede che ci unisce con il battesimo
del Signore e la Sua morte sulla Croce.
Paolo confessò in Romani capitolo 7 che egli in
precedenza era destinato ad essere condannato sotto la Legge, ma per mezzo di
Gesù Cristo, egli giunse ad essere liberato da questa condanna. In tal modo,
egli poté servire Dio attraverso lo Spirito Santo, che dimorava in lui.
La verità che Paolo comprese
Paolo confessò, “La legge è peccato? No di
certo! Anzi, io non avrei conosciuto il peccato se non per mezzo della legge”
(Romani 7:7). Egli non avrebbe potuto conoscere la concupiscenza se la Legge
non avesse detto, “Non concupirai.” Paolo spiegò il rapporto tra la Legge e
il peccato, dicendo, “Ma il peccato, colta l’occasione, per mezzo del comandamento,
produsse in me ogni concupiscenza.” Questo significa che i cuori degli uomini
sono fondamentalmente pieni di peccato. Dal momento in cui le persone vengono
concepite nei grembi delle madri, esse sono concepite nel peccato, e nasceranno
con i dodici tipi di peccati.
Questi dodici tipi di peccati sono adulterio,
fornicazioni, omicidi, furti, cupidigie, malvagità, frode, lascivia, sguardo
invidioso, calunnia, superbia, e stoltezza. Tutti commettono questi peccati
fino alla morte. Come può qualcuno al mondo obbedire alla Legge e ai comandamenti
di Dio essendo nato in questo mondo con questi dodici peccati? Nello stesso
momenti in cui udiamo le parole della Legge e i comandamenti che ci dicono cosa
“dovremmo” o “non dovremmo fare,” il peccato inizia ad agire in noi.
Quando noi non conoscevamo la Legge e i comandamenti
di Dio, i peccati dentro di noi erano quietamente addormentati. Ma dopo aver
udito i comandamenti, che ci dicevano cosa fare e cosa non fare, questi peccati
emersero e ci fecero peccare anche di più.
Chi non è rinato o non crede e comprende la verità
dell’acqua e dello Spirito ha in sé il peccato. Questo peccato, essendo stato
attivato dalle parole dei comandamenti, poi produce anche altri peccati. La
Legge, che dice alla gente cosa fare e cosa non fare, è come un ammaestratore
che cerca di addomesticare il peccato. Comunque, il peccato va contro i comandi
di Dio e disobbedisce loro. Quando un peccatore sente i comandamenti, i peccati
nel suo cuore vengono attivati, portandolo/a a commettere ancora più peccati.
Noi possiamo comprendere attraverso i Dieci Comandamenti
che abbiamo il peccato dentro di noi. Il ruolo della Legge è dunque di rivelare
i peccati nei nostri cuori, farci comprendere che i comandamenti di Dio sono
santi, e di aprirci gli occhi sulla nostra peccaminosità. Nella nostra essenza,
noi siamo nati con la concupiscenza di avere brama di tutto ciò che Dio ha creato,
incluse proprietà o compagni che non sono nostri. Così, il comandamento che
dichiara, “Non concupire,” ci dice che noi siamo nati peccatori ed eravamo destinati
ad andare all’inferno dal giorno della nostra nascita. Esso ci mostra anche
l’imperativo per il Salvatore, che realizzò la giustizia di Dio.
Ecco perché Paolo confessò che il peccato colse
l’opportunità dal comandamento per produrre in lui ogni concupiscenza. Paolo
si rese conto di essere stato un grande peccatore che aveva trasgredito i buoni
comandamenti di Dio, perché era in origine nato corrotto ed era con il peccato
prima di credere nella Giustizia di Dio.
Quando osserviamo il capitolo 7, scopriamo che
Paolo l’Apostolo era molto spirituale, aveva una conoscenza estesa della Bibbia,
e aveva grande comprensione ed esperienze spirituali. Egli sapeva chiaramente
attraverso la Legge che c’era il peccato dentro di lui, che con i comandamenti
produceva ogni concupiscenza. Egli giunse a comprendere che la Legge di Dio
aveva il ruolo di rivelare i peccati dentro di lui. Poiché questi peccati si
ripresentavano, egli confessava anche che il comandamento, che doveva portare
la vita, gli aveva portato la morte.
Com’è la nostra fede? È come quella di Paolo?
Non c’è peccato nel nostro cuore sia che credi in Gesù che se non credi? Se
è così, questo significa che tu non conosci ancora la Giustizia di Dio, non
hai ricevuto lo Spirito Santo, e sei un peccatore che è destinato ad andare
all’inferno per essere giudicato per i tuoi peccati. Riconosci questi fatti?
Se sì, allora credi nel vangelo dell’acqua e dello Spirito, in cui la giustizia
di Dio è rivelata. Sarai salvato da tutti i tuoi peccati, guadagnerai la giustizia
di Dio, e lo Spirito Santo verrà su di te. Noi dobbiamo credere nel vangelo
dell’acqua e dello Spirito.
Il peccato, cogliendo l’occasione dal comandamento, ingannarono
Paolo
Paolo l’Apostolo disse, “Il comandamento che
avrebbe dovuto darmi vita, risultò che mi condannava a morte. Perché il peccato,
colta l’occasione per mezzo del comandamento, mi trasse in inganno, e per mezzo
di esso mi uccise” (Romani 7:10-11). Il peccato, in altre parole, ingannò
Paolo avvantaggiandosi del comandamento. Paolo credeva nel comandamento che
era veramente buono e giusto, e tuttavia i dodici tipi di peccato erano vivi
e incancreniti nel suo cuore. Ciò significa che egli era stato ingannato dal
peccato perché non poteva comprendere lo scopo dei comandamenti di Dio.
Dapprima, Paolo pensava che Dio aveva dato la
Legge perché lui le obbedisse. Ma in seguito, egli comprese che la Legge non
era stata data per essere obbedita, ma per rivelare i peccati nei cuori delle
persone, insieme alla santità di Dio, e perché i non credenti fossero giudicati
da Dio. È così che Paolo pensava di essere stato ingannato dal peccato, poiché
egli non aveva compreso i comandamenti e la Legge di Dio correttamente. La maggior
parte delle persone oggi sono ingannati nello stesso modo.
Noi dobbiamo comprendere che il motivo per cui
Dio ci diede i comandamenti e la Legge non è perché noi li rispettiamo, ma perché
noi comprendiamo i nostri peccati e raggiungiamo la Giustizia di Dio credendo
nel vangelo dell’acqua e dello Spirito. Ma finché cerchiamo di vivere secondo
la Legge con i nostri peccati, noi finiamo col rivelare la nostra natura peccaminosa.
Così, un peccatore comprende attraverso la Legge
che anche se la Legge è santa, egli/ella non ha alcun potere o la capacità di
vivere una vita santa. In quel momento, egli/ella diventa un peccatore che non
ha altra scelta che essere mandato all’inferno dalla Legge. Ma i peccatori che
non credono nel vangelo dell’acqua e dello Spirito continuano a pensare che
Dio diede loro la Legge perché essi le obbedissero. Essi continuano a cercare
di obbedire alla Legge, ma inganneranno se stessi e cadranno nella distruzione
alla fine.
Coloro che non sono rinati rimanendo ignoranti
della giustizia di Dio commettono peccato e poi cercano di essere perdonati
offrendo preghiere di pentimento. Alla fine, comunque, essi giungono a comprendere
di aver frainteso lo scopo della Legge di Dio e di aver ingannato se stessi.
Il peccato, cogliendo occasione per mezzo del comandamento, li ha ingannati.
La Legge di Dio è santa, ma i peccati dentro di loro invece li conducono alla
morte.
Paolo dice, “Così la legge è santa, e il comandamento
è santo, giusto e buono. Ciò che è buono diventò dunque per me morte? No di
certo! È invece il peccato che mi è diventato morte, perché si rivelasse come
peccato, causandomi la morte mediante ciò che è buono, affinché, per mezzo del
comandamento, il peccato diventasse estremamente peccante” (Romani 7:12-13).
Coloro che comprendono questa verità si rendono conto che è loro necessaria
la Giustizia di Dio, e quindi, credono che il vangelo dell’acqua e dello Spirito
è la pura verità. Una persona che crede nel vangelo dell’acqua e dello Spirito
crede anche nella giustizia di Dio. Liberiamoci da tutti i nostri peccati e
raggiungiamo la santità di Dio con il credere nella Sua giustizia. Io auguro
a tutti voi di essere benedetti da questo vangelo.
Com’erano la carne e la mente di Paolo?
Paolo era pieno di Spirito e aveva una profonda
comprensione della Parola di Dio. Tuttavia, egli parlava della sua carne con
le seguenti parole: “Sappiamo infatti che la legge è spirituale, ma io sono
carnale, venduto schiavo al peccato. Poiché, ciò che faccio, io non lo capisco:
infatti non faccio quello che voglio, ma faccio quello che odio. Ora, se faccio
quello che non voglio, ammetto che la legge è buona; allora non sono più io
che lo faccio, ma il peccato che abita in me” (Romani 7:14-17). Egli dice
che commetteva il peccato perché era carnale di natura. Poiché era carnale,
egli vedeva se stesso ricercare i desideri della carne, anche se voleva fare
il bene.
Paolo così comprese, “Io mi compiaccio della
legge di Dio secondo l’uomo interiore. Ma vedo un’altra legge nelle mie membra,
che combatte contro la legge della mia mente, e mi rende prigioniero della legge
del peccato che è nelle mie membra” (Romani 7:22-23). È per questo che egli
si lamentava della sua carne, gridando, “Me infelice!”(Romani 7:24).
Anche dopo che Paolo era rinato, egli era ancora afflitto perché il male era
presente dentro di lui, anche se voleva fare il bene. Quando Paolo disse che
il male era presente dentro di lui, si riferiva alla sua carne. Egli vedeva
un’altra legge nelle sue membra, che combatteva contro la legge dello Spirito,
lo rendeva sregolato nella carne, e lo induceva a commettere peccati. Egli poteva
solo ammettere che non aveva altra scelta che essere sottoposto al giudizio
poiché vedeva che la sua carne prendeva controllo su di lui per peccare. Poiché
anche Paolo era fatto di carne, si lamentava dei peccati che derivavano dalla
sua carne.
È per questo che Paolo dichiarò, “Me infelice!”
Ma egli ringraziava anche Gesù Cristo per aver realizzato la giustizia di Dio.
Questo avveniva perché egli credeva che Gesù venne sulla terra, fu battezzato,
e fu crocifisso per dare il perdono dei peccati a tutti gli uomini. Egli poteva
ringraziare di cuore Dio, poiché aveva la fede che lo univa con il battesimo
e il sangue di Gesù Cristo.
Paolo sapeva che quando Giovanni battezzò Gesù,
tutti i suoi peccati, e anche i peccati del mondo, furono passati su Gesù una
volta per tutte. Egli sapeva anche che quando Gesù morì sulla Croce, anche tutti
noi morimmo al peccato. Perciò noi dobbiamo avere una fede unita con la verità
dell’acqua e dello Spirito. Il tuo cuore è unito al battesimo e al sangue di
Gesù Cristo? Hai, in altre parole, unito il tuo cuore al vangelo dell’acqua
e dello Spirito, che realizzò la giustizia di Dio? Noi dobbiamo avere la nostra
fede unita nel battesimo che nostro Signore ricevette da Giovanni e al sangue
che Egli versò sulla Croce. È molto importante per noi avere la fede unita perché
unirsi con il vangelo dell’acqua e dello Spirito è unirsi con la giustizia del
Signore.
Romani 6:3 afferma, “Che tutti noi che siamo
stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella Sua morte.”
Questo significa che credendo nel battesimo di Gesù, siamo stati anche battezzati
con Lui, a significare che siamo diventati uniti nella morte di nostro Signore.
Cioè, essendo battezzati in unità attraverso la fede, noi siamo stati spiritualmente
battezzati nella Sua morte. Essere uniti con il Signore è essere uniti con il
Suo battesimo e morire in unione con la Sua morte.
Pertanto dobbiamo credere e unirci con il battesimo
di Gesù e la Sua morte sulla Croce che hanno realizzato la giustizia di Dio.
Se non credi ancora nel vangelo dell’acqua e dello Spirito, che contiene la
giustizia di Dio, tu non sei unito con il battesimo di Gesù e la Sua morte.
Ed è in questo vangelo che la giustizia di Dio è stata rivelata.
Se i nostri cuori non si uniscono con il battesimo
di Gesù e con la Sua morte sulla Croce, la nostra fede è puramente teorica e
inutile. Unitevi con il battesimo di Gesù e il Suo sangue sulla Croce e credete
in loro. Ecco come dovremmo comportarci. Una fede teorica è inutile. Cosa ha
di buono una bella casa, per esempio, se non è tua? Per rendere la giustizia
di Dio nostra, noi dobbiamo sapere che lo scopo del battesimo di Gesù fu di
cancellare i nostri peccati, e che la Sua morte sulla Croce avvenne per la morte
della nostra carne. Attraverso la nostra fede nella giustizia di Dio realizzata
da nostro Signore, noi dobbiamo essere redenti una volta per tutte e camminare
nella novità della vita.
Attraverso la tua fede così unita con il battesimo
di Gesù e il Suo sangue sulla Croce, la giustizia di Dio diventerà in realtà
la tua. Noi dobbiamo unirci con il battesimo e la morte di Gesù, perché se non
lo facciamo, la nostra fede non significherebbe nulla.
“Me infelice! Chi mi libererà da questo corpo
di morte?” (Romani 7:24) questo non è solo un lamento di Paolo, ma anche
quello tuo e mio, e anche di tutti coloro che sono ancora separati da Cristo.
Colui che ci libererà da quest’angoscia è Gesù, ed essa si può risolvere solo
credendo nel Signore, che fu battezzato, crocifisso, e risorse per noi.
Paolo dice, “Grazie siano rese a Dio per mezzo
di Gesù Cristo, nostro Signore.” Questo mostra che Paolo si unì con il Signore.
Noi dobbiamo credere che se ci uniamo e abbiamo fede che il Signore ci ha salvati
dai nostri peccati attraverso il Suo battesimo e sangue, saremo perdonati e
riceveremo la vita eterna. Tutti i tuoi peccati verranno passati su Gesù Cristo
quando crederai nel battesimo di Gesù con un cuore unito. Sarai morto e risorto
con Lui dopo aver acquisito una fede in unione con la Sua morte sulla Croce.
Gesù iniziò il Suo ministero sulla terra all’età
di trent’anni. La primissima cosa che Egli fece nella Sua missione fu di cancellare
i nostri peccati facendosi battezzare da Giovanni Battista. Perché Egli fu battezzato?
Ciò avvenne perché Lui prese su di Sé tutti i peccati degli uomini. Pertanto,
quando noi unimmo i nostri cuori con la giustizia di Dio, eseguita da Gesù,
tutti i nostri peccati vennero in realtà passati su Gesù attraverso il Suo battesimo.
Tutti i nostri peccati furono trasferiti a Gesù e cancellati una volta per tutte.
Nostro Signore in realtà venne al mondo e fu battezzato
per bear tutti i nostri peccati e morì per pagare il loro salario. Gesù disse
a Giovanni appena prima che Egli fosse battezzato, “Conviene che noi adempiamo
in questo modo ogni giustizia” (Matteo 3:15). “Tutta la giustizia” si riferisce
al battesimo di Gesù, che cancellò tutti i peccati degli uomini, che erano destinati
all’inferno, e anche alla Sua morte e resurrezione. Cos’è la giustizia di Dio?
Secondo le promesse di Dio nel Vecchio Testamento, il battesimo e la morte sulla
Croce di Gesù, che salvarono tutti i peccatori, sono la Sua giustizia. Il motivo
per cui Gesù venne in terra nell’aspetto di uomo e ricevette il battesimo fu
di prendere tutti i peccati degli uomini su di Lui e cancellarli.
Perché Giovanni battezzò Gesù? Fu per realizzare
la giustizia di Dio prendendo tutti i peccati degli uomini. Noi, che fummo battezzati
in Cristo Gesù, fummo battezzati anche nella Sua morte e ora camminiamo nella
novità della vita, perché Egli fu sollevato dai morti. Aver fede nella giustizia
di Dio è credere e unire i nostri cuori con il battesimo di Gesù, la Sua morte
sulla Croce, e la Sua resurrezione. È molto importante per noi credere che Gesù
prese tutti i nostri peccati su di Sé quando fu battezzato. Noi fummo sepolti
con Lui quando Egli morì sulla Croce perché eravamo uniti con Lui attraverso
il Suo battesimo. È cruciale per noi unire i nostri cuori con il Signore credendo
nella giustizia di Dio, anche dopo essere stati liberati da tutti i nostri peccati.
Noi possiamo rendere grazie a Dio perché noi siamo tutti morti con Cristo quando
Egli morì sulla Croce, perché Egli aveva già preso tutti i nostri peccati attraverso
il Suo battesimo.
Unirsi con Gesù per fede è necessario anche dopo
aver ottenuto la Giustizia di Dio attraverso la nostra redenzione. Dopo aver
ricevuto il dono della redenzione, la nostra fede può deteriorarsi in una mera
convenzione. Ma, se noi uniamo i nostri cuori con la giustizia del Signore,
i nostri cuori vivranno con Dio. Se noi ci uniamo con la giustizia di Dio, vivremo
con Lui, ma se non lo facciamo, allora non possiamo che diventare estranei a
Lui. Se non ci uniamo con il Signore Dio e rimaniamo soltanto spettatori a Lui,
come se stessimo ammirando il giardino del nostro vicino, noi diventeremmo estranei
a Dio essendo separati da Lui. Pertanto, noi dobbiamo unirci con la Parola del
Signore e la giustizia di Dio in fede.
Se abbiamo la fede nell’unione con il battesimo di Gesù e la
Sua morte sulla Croce, noi siamo i Cristiani che sono uniti con il Signore
Credere nella giustizia di Dio è unirsi con il
Signore e avere la fede per riconoscere la Sua giustizia. Ogni aspetto delle
nostre vite dovrebbe essere unito con la giustizia di Dio. Ecco come dovremmo
vivere. Se non ci uniamo con la Sua giustizia, diventeremo schiavi della nostra
carne e moriremo, ma nel momento in cui ci uniamo con la giustizia di Dio, tutti
i nostri peccati saranno perdonati. Solo quando noi uniamo i nostri cuori con
la giustizia del Signore noi diventiamo i servi di Dio. Tutte le opere di Dio
allora diventeranno pertinenti a noi, e, come tali, tutte le Sue opere e il
Suo potere diventeranno nostri. Comunque, se non ci uniamo con Lui, rimarremo
estranei alla Sua giustizia.
Noi siamo infermi e deboli nella carne, proprio
com’era Paolo, per cui dobbiamo unire i nostri cuori con la giustizia di Dio.
Noi dobbiamo unirci e credere che Gesù fu battezzato da Giovanni e crocifisso
per salvarci da tutti i nostri peccati. Questo è il tipo di fede che compiace
Dio e porta benedizioni ai nostri corpi e alle anime. Se noi crediamo negli
sforzi del Signore con i nostri cuori uniti nella fede, tutte le benedizioni
promesse del Cielo saranno anche nostre. Ecco perché dobbiamo essere uniti con
Lui.
D’altro lato, se non uniamo i nostri cuori con
la giustizia di Dio, noi non Lo serviremo. Questi cristiani che non uniscono
i loro cuori con la Giustizia di Dio amano i valori mondani più di qualsiasi
altra cosa. Essi non sono diversi dai miscredenti nel mondo. Essi giungono a
comprendere il valore della Giustizia di Dio solo quando i loro possessi, che
essi amano quanto la loro vita, gli vengono tolti. Le cose materiali non hanno
il valore o il potere di prendere controllo sulla vita delle persone. Solo la
giustizia del Signore può darci il perdono dei peccati, la vita eterna e benedizioni.
Le cose materiali non valgono le nostre vite. Noi dobbiamo comprendere che se
ci uniamo con la giustizia del Signore, noi, come i nostri vicini, vivremo.
I nostri cuori devono essere uniti nella giustizia
del Signore. Noi dobbiamo vivere secondo la fede e unire i nostri cuori con
Cristo. La fede che è unita con la giustizia di Cristo è bella. Ciò che Paolo
dice alla fine nel capitolo 7 è che noi dovremmo vivere una vita spirituale
in unione con il Signore.
Hai mai visto qualcuno che è diventato un servo
di Dio senza che il suo cuore fosse unito con la Sua giustizia? Non ce ne sono!
Hai visto qualcuno che riconosce il vangelo dell’acqua e dello Spirito come
condizione necessaria per il perdono dei peccati senza essere unito alla giustizia
di Dio? Non ce ne sono. Non importa quanto sappiamo sulla Bibbia, la nostra
fede sarà inutile se non siamo uniti alla giustizia di Dio e non crediamo che
credendo nel battesimo di Gesù e il Suo sangue sulla Croce, noi possiamo essere
liberati da tutti i nostri peccati.
Anche se abbiamo ricevuto una volta il perdono
dei peccati e frequentiamo la chiesa, se non siamo uniti con la Sua giustizia,
noi siamo peccatori che non hanno parte nel progetto del Signore. Anche se diciamo
che crediamo in Dio, saremmo separati dal Signore se non fossimo uniti alla
Sua giustizia. Noi dobbiamo essere uniti con la giustizia di Dio se vogliamo
essere consolati, aiutati, e guidati da Cristo.
Hai ricevuto la Giustizia di Dio e il perdono
di tutti i tuoi peccati credendo nel vangelo dell’acqua e dello Spirito? Servi,
proprio come fece Paolo, la legge di Dio con la tua mente mentre la tua carne
serve la legge del peccato ogni giorno? Noi dobbiamo essere uniti alla giustizia
di Dio in ogni momento. Cosa accadrà se non ci uniamo con la giustizia di Dio?
Noi saremo distrutti. Ma coloro che sono uniti con la Giustizia di Dio condurranno
vite che sono unite con la chiesa di Dio.
Credere nella giustizia di Dio significa essere
uniti alla chiesa e servi di Dio. Noi possiamo continuare a vivere secondo la
fede solo quando siamo uniti con la Giustizia di Dio ogni giorno. Coloro che
sono perdonati per i loro peccati credendo nella Sua giustizia devono essere
uniti con la chiesa di Dio ogni giorno. Poiché la carne vuole sempre servire
la legge del peccato, noi dobbiamo sempre meditare sulla legge di Dio e vivere
secondo la fede. Noi possiamo essere uniti con il Signore se continuiamo a meditare
e a concentrarci sulla giustizia di Dio.
Noi, che crediamo nella giustizia di Dio, dovremmo
unirci con la chiesa e i servi di Dio su base giornaliera. Per fare ciò, dobbiamo
ricordare sempre la giustizia di Dio. Noi dobbiamo riflettere e unirci con la
chiesa di Dio ogni giorno. Dobbiamo meditare sul atto che il Signore fu battezzato
per prendere su di Sé tutti i nostri peccati in nostra vece. Quando noi siamo
uniti a questa fede e alla giustizia di Dio, avremo pace da Dio, e voi sarete
rinnovati, benedetti e riceverete il potere da Lui.
Unisciti con la Giustizia di Dio. Allora troverai
nuova forza. Unisciti con il battesimo di Gesù nella giustizia di Dio ora. I
tuoi peccati saranno tutti tolti. Unisci il tuo cuore con la morte di Cristo
sulla Croce. Anche tu morirai con Lui. Unisciti con la Sua resurrezione. Anche
tu vivrai di nuovo. In breve, quando ti unisci con Cristo nel tuo cuore, morirai
e sarai resuscitato con Cristo, e così sarai liberato da tutti i tuoi peccati.
Cosa avviene se non ci uniamo con Cristo? Noi
possiamo confonderci e chiedere, “Perché fu battezzato Gesù? L’unica differenza
tra il Vecchio Testamento e il Nuovo Testamento è che il primo parla dell’ ‘imposizione
delle mani’ e il secondo parla del battesimo. E allora? Che c’è di eccezionale?”
Una fede orientata sulla conoscenza o teorica non è una vera fede, e alla fine
porta i credenti a deviare da Dio. Coloro che credono in tale maniera sono come
lo studente che accetta solo la conoscenza dai suoi insegnanti. Se lo studente
rispettasse veramente i suoi insegnanti, egli apprenderebbe anche dal loro nobile
carattere, dalla loro guida, o grande personalità. Noi non dovremmo accettare
la Parola di Dio solo come un altro brano di conoscenza, ma dovremmo imparare
la personalità, l’amore, la misericordia, e la giustizia di Dio con i nostri
cuori. Dovremmo staccarci dall’idea di cercare di imparare la Sua Parola solo
come conoscenza, ma unirci con la Sua giustizia. Essere uniti alla giustizia
di Dio porta i credenti a guadagnare la vera vita. Siate uniti con il Signore!
Una fede unita è la vera fede. Una fede teorica e orientata alla conoscenza
non è una fede unita, ma una fede vuota.
“La misericordia di Dio,” come si canta in un
inno, “è un oceano divino, un fiume illimitato e insondabile.” Quando i nostri
cuori sono uniti con la giustizia di Dio, ci sarà una pace altrettanto illimitata
e insondabile della misericordia di Dio che ci ha dato la Sua giustizia. Ma
una fede teorica e orientata alla conoscenza che non è unita a Dio è come acqua
bassa. Se il mare è basso, spumeggia facilmente, ma la corrente magnifica delle
onde blu, dove l’acqua dell’oceano è molto profonda, è indescrivibile. Ma nell’acqua
bassa, quando le onde colpiscono la riva, si raggrumano, s’infrangono, spumeggiano,
e si confondono nel caos. La fede di coloro che non sono uniti con la Giustizia
di Dio è come le onde nell’acqua bassa.
I cuori di coloro che sono uniti con la Parola
di Dio sono profondi, centrati intorno al Signore, risoluti e incrollabili in
tutte le circostanze. I loro cuori vanno verso la volontà dell’Altissimo. Ma
coloro i cui cuori non sono uniti alla Sua giustizia sono scossi facilmente,
alla minima difficoltà.
Noi dobbiamo avere una fede che è unita con il
Signore. Noi dobbiamo essere uniti alla Parola di Dio. Noi non dobbiamo essere
scossi da questioni banali. Coloro che sono uniti con il Signore sono stati
battezzati con Cristo, sono morti con Cristo, e sono risorti con Cristo dalla
morte. Poiché noi non apparteniamo più la mondo, dobbiamo unirci con la Giustizia
di Dio per compiacerLo, che ci ha accettati come servi della giustizia.
Se ci uniamo con la giustizia di Dio, saremo sempre
in pace, felici, e pieni di forza perché la forza del Signore diventerà la nostra.
Appropriandoci del Suo potere e delle Sue benedizioni, noi vivremo con grandi
benedizioni. Se siamo uniti con il battesimo di Gesù e la Sua morte sulla Croce
mediante la fede, tutto il Suo potere diventerà il nostro.
Unisci il tuo cuore con il Signore. Se ti unisci
con il Signore, sarai anche unito con la chiesa di Dio. E coloro che sono uniti
con Dio si uniranno l’uno con l’altro, facendo, in comunione di sentimenti,
le Sue opere e insieme crescendo nella loro fede nella Sua Parola.
Se non uniamo i nostri cuori con Cristo, comunque,
perderemo tutto. Anche se la nostra fede è piccola come seme di senape, il Signore
ha già dimenticato i nostri peccati una volta per tutte. Noi dovremmo essere
uniti a questa verità ogni giorno, nonostante le nostre debolezze. Solo una
fede unita ti farà vivere e rendere grazie a Dio per mezzo di Gesù Cristo.
Quando noi ci uniamo con la giustizia del Signore,
troviamo nuova forza e i nostri cuori diventano risoluti. I nostri cuori vengono
legittimati quando ci uniamo con la Parola di Dio. È impossibile ottenere la
determinazione a servire il Signore seguendo le nostre menti. Quando ci uniamo
con il battesimo di Gesù, la Sua Croce e resurrezione, la nostra fede crescerà
e poggerà saldamente sulla Scrittura.
Dobbiamo unire i nostri cuori con il Signore.
Solo la fede che è unita con Lui è la vera fede; quella che non è unita con
Lui è una falsa fede.
Noi rendiamo grazie a Dio per consentirci di unire
la nostra fede con il Signore dandoci il battesimo di Gesù e il Suo sangue sulla
Croce. Noi dobbiamo unire i nostri cuori con Lui da oggi in avanti, fino all’ultimo
giorno, quando incontreremo il Signore di nuovo. Uniamoci con Lui.
Noi abbiamo bisogno di unire i nostri cuori con
Dio perché noi siamo deboli davanti a Lui. Anche Paolo era unito con Dio e fu
liberato dai suoi peccati. Egli divenne il servo prezioso di Dio, che predicò
il vangelo in tutto il mondo, conoscendo e credendo nel vangelo dell’acqua e
dello Spirito dato da Gesù Cristo, la giustizia di Dio. Poiché noi siamo deboli,
e serviamo la legge di Dio con le nostre menti ma la legge del peccato con la
nostra carne, possiamo vivere solo unendoci con il Signore.
Hai ora imparato la fede che unisce con la giustizia
di Gesù? La tua fede è unita con il battesimo di Gesù? È giunto il tempo per
te di avere una fede unita che crede nel battesimo e nel sangue di Gesù. Quelli
di voi la cui fede non è unita con la Giustizia di Dio hanno fallito nella loro
fede, nella loro salvezza, e nelle loro vite.
Pertanto, la giustizia del Signore è il requisito
indispensabile per la tua liberazione. Essere uniti con il Signore è la benedizione
che porta tutti noi a ricevere il perdono dei peccati e a diventare figli di
Dio. Ricevi la giustizia di Dio unendoti e credendo nella Sua giustizia. La
giustizia di Dio allora diverrà tua, e la benedizioni di Dio sarà sempre con
te.
Ringrazia Dio per Gesù Cristo!
Paolo l’Apostolo disse che ringraziava Dio per
mezzo di Gesù Cristo nostro Signore. Egli ringraziava per la giustizia di Dio
ricevuta mediante la fede per mezzo di Gesù Cristo. Anche dopo che Paolo credette
nella Giustizia di Dio, egli non poteva fare a meno di servire la legge di Dio
con la sua mente e la legge del peccato con la sua carne. Ma poiché egli credeva
nella Giustizia di Dio con tutto il suo cuore, il suo cuore non aveva peccato.
Paolo confessò che era già condannato dalla Legge
in Gesù Cristo, e salvato dal peccato attraverso la fede grazie alla Giustizia
di Dio. Egli disse anche che coloro che stavano fronteggiando l’ira di Dio e
le punizioni della Sua Legge sarebbero ancora in grado di portare il frutto
della salvezza credendo nella Giustizia di Dio nei loro cuori. Nei cuori dei
rinati, ci sono i desideri dello Spirito Santo e anche i desideri della carne.
Ma una persona che non è rinata ha solo la libidine della carne. Pertanto, i
peccatori desiderano solo peccare, e quel che è peggio, attraverso i loro istinti
naturali, essi cercano di abbellire i loro peccati davanti agli occhi degli
altri.
I diaconi e gli anziani che non sono rinati solitamente
dicono, “Io voglio vivere virtuosamente, ma non so perché è così difficile.”
Noi dobbiamo considerare perché essi non possono fare a meno di vivere in questo
modo. Ciò avviene perché essi sono peccatori che non hanno ricevuto la salvezza
dal credere nella giustizia di Dio. Nei loro cuori c’è il peccato perché la
giustizia di Dio no si trova in loro. Ma nei cuori dei rinati ci sono sia la
giustizia di Dio che lo Spirito Santo, ma non il no peccato.
Quando Paolo aveva il peccato nel suo cuore, si
lamentava, “Infatti il bene che voglio, non lo faccio; ma il male che non
voglio, quello faccio. Me infelice! Chi mi libererà da questo corpo di morte?”
Comunque, Paolo aggiunse immediatamente, “Grazie siano rese a Dio per mezzo
di Gesù Cristo, nostro Signore” (Romani 7:25). questo significa che egli
ricevette la salvezza da tutti i suoi peccati credendo in Gesù Cristo, che ha
realizzato la Giustizia di Dio.
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Quello che Paolo sta cercando di dire
nel capitolo 7 è che prima, quando egli era religioso ma senza essere
rinato, non aveva conosciuto quale fosse il ruolo della Legge. Ma
egli disse che Colui che lo liberò da quello stato infelice, causato
dal peccato, fu Gesù Cristo, che ha compiuto la Giustizia di Dio.
Chiunque crede che Gesù Cristo realizzò la giustizia di Dio per
liberarci dal peccato sarà salvato.
Coloro che credono nella Giustizia di Dio servono
la legge di Dio con la mente ma servono la legge del peccato con la carne. La
loro carne tende ancora verso il peccato perché non è stata ancora cambiata,
anche se essi sono rinati. La carne desidera il peccato, ma la mente, che crede
nella Giustizia di Dio, vuole seguire la Giustizia di Dio. D’altro lato, coloro
che non hanno ricevuto il perdono dei peccati saranno condotti sia dalla loro
mente che dalla carne a commettere solo il peccato, perché alla base dei loro
cuori si trova il peccato. Ma coloro che conoscono e credono nella giustizia
di Dio osservano la Sua giustizia.
Noi ringraziamo Dio per mezzo di Gesù Cristo,
perché Cristo ha realizzato tutta la Giustizia di Dio. Siano rese grazie al
Signore per averci dato la Sua giustizia e averci condotto a credere in essa.
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