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 Sermoni su soggetti importanti del Rev. Paul C. Jong

 

L’Essenza della Fede di Paolo:
Uniti con Cristo dopo Essere Morti al Peccato

 

< Romani 7:1-4 >

“O ignorate forse, fratelli (perché parlo a persone che hanno conoscenza della legge), che la legge ha potere sull’uomo per tutto il tempo ch’egli vive? infatti la donna sposata è legata per legge al marito mentre egli vive; ma se il marito muore, è sciolta dalla legge che la lega al marito. Perciò se lei diventa moglie di un altro mentre il marito vive, sarà chiamata adultera; ma se il marito muore, ella è libera da quella legge, per cui non è adultera se diventa moglie di un altro uomo. Così, fratelli miei, anche voi siete stati messi a morte quanto alla legge mediante il corpo di Cristo, per appartenere a un altro, cioè a colui che è risuscitato dai morti, affinché portiamo frutto a Dio.”

 

Hai mai visto un’intricata matassa di filo? Se tentassi di comprendere questo capitolo senza conoscere la verità del battesimo di Gesù in cui credeva l’Apostolo Paolo, la tua fede sarebbe soltanto in uno stato di confusione maggiore di prima.

Paolo dice in questo capitolo che poiché tutti sono assolutamente corrotti davanti alla Legge di Dio, uno può andare a Gesù Cristo e rinascere solo dopo essere morto di una morte spirituale.



La verità che Paolo comprese

Romani 7:7 dichiara, “Che cosa diremo dunque? La legge è peccato? No di certo! Anzi, io non avrei conosciuto il peccato se non per mezzo della legge.” Paolo continua, “Poiché non avrei conosciuto la concupiscenza se la legge non avesse detto, ‘Non concupire.’” Inoltre, aggiunge, “Ma il peccato, colta l’occasione, per mezzo del comandamento, produsse in me ogni concupiscenza.” Paolo si rese conto di aver violato tutti i 613 comandamenti di Dio. In altre parole, egli non era altro che una massa di peccati che non poteva fare nient’altro che commettere peccati, perché egli era discendente del primo uomo Adamo, fu generato nell’iniquità, e fu concepito nel peccato da sua madre.

Tutti gli uomini che nascono in questo mondo peccano, a partire dalla nascita e fino alla morte. Essi sono dunque incapaci di osservare i comandamenti di Dio. Come potrebbero queste masse di peccato osservare tutti i 613 comandamenti e la Legge di Dio? Solo quando noi riconosciamo che siamo peccatori davanti alla Legge di Dio noi possiamo andare a Gesù Cristo, la giustizia di Dio, e giungiamo a comprendere che possiamo finalmente essere liberati dal peccato attraverso Cristo Gesù. Gesù Cristo divenne la giustizia di Dio. Egli ci portò questa giustizia di Dio attraverso il Suo battesimo da Giovanni e il Suo sangue sulla Croce. Pertanto noi dobbiamo tutti conoscere e credere nella giustizia di Dio. Il motivo per cui dobbiamo credere in Gesù è perché questa giustizia di Dio si trova in Lui.

Conosci e credi nella giustizia di Dio? La giustizia di Dio è il segreto che è nascosto nel vangelo dell’acqua e dello Spirito. Questo segreto è tutto contenuto nel battesimo che Gesù ricevette da Giovanni al Fiume Giordano. Vuoi conoscere questo segreto? Se vuoi credere in questa verità, otterrai la giustizia di Dio attraverso la tua fede.

Prima che noi venissimo a sapere della Legge e dei comandamenti di Dio, sembrava che noi non fossimo peccatori, anche se commettevamo peccato su base giornaliera. Ma dopo che iniziammo a frequentare la chiesa, noi giungemmo a comprendere che eravamo davvero molto corrotti, e che avremmo raggiunto la morte spirituale a causa dei peccati rivelati in noi. Pertanto, per condurre le anime a Gesù Cristo, Paolo l’Apostolo ricordò i suoi giorni passati quando egli credeva falsamente avendo frainteso la Legge di Dio e i comandamenti.

 

Ecco un esempio che ti aiuterà a comprendere il ruolo della Legge di Dio. In questo momento ho in mano la Bibbia. Se io nascondo qualcosa di grande importanza tra i fogli di questa Bibbia dicendo, “Non cercare in alcun modo di guardare dentro questo libro per scoprire cosa vi è nascosto,” e poi lo lascio qui sul tavolo con te per un po’, come reagirai? Nel momento in cui senti le mie parole, proverai il desiderio di scoprire cosa è nascosto in quella Bibbia, e in conseguenza di questa curiosità, violerai le mie istruzioni. Nello stesso momento in cui ti chiedi cosa potrebbe essere nascosto in quella Bibbia, non avrai altra scelta che controllare. Ma se io non ti avessi ordinato di non guardare mai nella Bibbia, non avresti mai provato la tentazione. Allo stesso modo, quando Dio ci dà un comando, i peccati che erano latenti in noi si manifesteranno secondo le circostanze.

La Legge che Dio ha dato all’umanità ha il ruolo di rivelare il peccato nei cuori delle persone. Egli non ce la diede in modo che potessimo osservarla e seguirla; piuttosto, la Legge ci fu data per rivelare i nostri peccati e così renderci peccatori. Noi tutti periremo, se non andiamo a Gesù Cristo e non crediamo nella giustizia di Dio che si trova nel battesimo che Gesù ricevette da Giovanni e nel sangue che Egli versò sulla Croce. Noi dovremmo tenere in mente che il ruolo della Legge è di portarci a Cristo e di aiutarci a credere nella giustizia di Dio attraverso di Lui.

È per questo che Paolo l’Apostolo testimoniò, “Ma il peccato, colta l’occasione, per mezzo del comandamento, produsse in me ogni concupiscenza” (Romani 7:8). Attraverso la Legge di Dio, Paolo l’Apostolo ci mostrò quali sono i principi basilari del peccato. Egli confessò che nei suoi principi egli era stato un peccatore, ma che era giunto ad avere la vita eterna credendo nella giustizia di Dio data da Gesù Cristo.



Lamento e fede di Paolo

Dunque Paolo disse, “Me infelice! Chi mi libererà da questo corpo di morte? Grazie siano rese a Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore” (Romani 7:24).

Paolo riconobbe il fatto che persino lui, che possedeva la giustizia di Dio, continuava a peccare, e che come tale, la Giustizia di Dio era necessaria con ancora maggiore urgenza non solo per lui ma anche per il resto dell’umanità.

Noi dovremmo ottenere la giustizia di Dio conoscendo correttamente i segreti nascosti nel battesimo che Gesù ricevette e credendo in essi. Io e te dovremmo conoscere e credere nella Giustizia di Dio che si trova nel battesimo di Cristo e nel Suo sangue sulla Croce. Solo allora le nostre anime e carne, che non hanno altra scelta che peccare, possono essere liberati dai nostri peccati. Non dobbiamo dimenticare il fatto che il battesimo di Cristo e il Suo sangue sulla Croce realizzarono la giustizia di Dio.

Coloro che non conoscono la giustizia di Dio possono solo rimanere peccatori alla fine, per quanto possano sforzarsi di osservare la Sua Legge. Noi dobbiamo comprendere che la Legge di Dio non ci fu data perché noi la rispettassimo. Ma i legalisti non comprendono che il segreto della redenzione è situato nel “battesimo” che Gesù aveva ricevuto insieme al Suo sangue sulla Croce. Come risultato di ciò, essi fraintendono la Legge di Dio pensando che essa fu data a loro perché le obbedissero, e continuano a vivere nella confusione. Ma noi dobbiamo riconoscere i nostri peccati attraverso la Legge e vivere secondo la nostra fede in Giustizia di Dio. Noi non dobbiamo rivoltarci contro questa giustizia di Dio per perseguire la nostra giustizia. Piuttosto, noi dobbiamo credere nella giustizia di Dio realizzata dal battesimo di Cristo e dal Suo sangue sulla Croce. Noi dobbiamo, in altre parole, imparare a ringraziare nostro Signore, che ha realizzato la Giustizia di Dio.

 

È per questo che Paolo, guardando la sua carne, inizialmente gridò, “Me infelice!,” ma continuava a ringraziare Dio per mezzo di Gesù Cristo. Il motivo per cui Paolo fece questa confessione era che quanto più egli aveva peccato, tanto più compiutamente il battesimo di Gesù e il Suo sangue sulla Croce realizzarono la giustizia di Dio. Anche noi siamo capaci di gridare di gioia e di vittoria, perché siamo stati salvati dalla nostra fede in Gesù Cristo, anche se anche noi conduciamo una vita difficile tra la legge della carne e quella della Giustizia di Dio. La fede che aveva Paolo consisteva nel credere nel battesimo di Gesù Cristo e nel Suo sangue sulla Croce. È così che Paolo giunse a dimorare nella sua fede nella giustizia di Dio, e credendo in questa giustizia di Dio, egli poté divenire colui che Gli rese gloria.

In Romani capitolo 7, Paolo parla del suo stato sventurato nei vecchi tempi, in contrasto con la sua successiva fede vittoriosa nella giustizia di Dio. La vittoria di fede di Paolo fu grazie alla sua fede in questa giustizia di Dio.

“O non sapete, fratelli (perché io parlo a coloro che conoscono la legge), che la legge ha dominio sull’uomo finché vive?” (Romani 7:1).

Riflettendo sul fatto che prima della sua redenzione la sua carne fu condannata a morte dalla Legge di Dio, l’Apostolo Paolo fece la confessione di fede che egli, credendo in Gesù Cristo, era morto al peccato. Prima di incontrare la giustizia di Dio—cioè, prima di rinascere—coloro di noi che credono in Cristo vivevano sotto il dominio e la maledizione della Legge. Così, la Legge avrebbe avuto dominio su di noi se noi non fossimo stati riscattati dai nostri peccati incontrando Gesù Cristo, che ci ha portato la giustizia di Dio.

Paolo parlava di questioni spirituali che non possono essere facilmente comprese nella carne—cioè, coloro che sono morti al peccato non sono più sotto il dominio del peccato, proprio come una donna il cui marito è morto è completamente liberata dai suoi obblighi nei confronti del marito. Questo passaggio può sembrare semplice, ma è un passaggio spiritualmente cruciale. Esso significa che, che piaccia a loro o no, coloro che non hanno incontrato la giustizia di Dio sono, di fatto, destinati a vivere sotto la maledizione della Legge. Questo avviene perché essi non hanno ancora risolto il problema dei loro peccati.

 

Romani 6:23 ci dice che “il salario del peccato è la morte,” a significare che il peccato scomparirà solo quando il suo salario sarà stato pagato. Se uno crede in Gesù, ma non conosce la giustizia di Dio data da Gesù, allora sta ancora vivendo nel peccato e deve pagare il salario del peccato. È per questo che dobbiamo incontrare la giustizia di Dio per mezzo di Gesù Cristo. Solo incontrando la giustizia di Dio noi possiamo essere morti ai nostri peccati, liberati dalla Legge, ed essere sposati al nostro nuovo sposo Cristo Gesù.

Noi possiamo trovare la giustizia di Dio per mezzo di Gesù Cristo, ma se non crede in questa giustizia di Dio, nessuno può essere liberato dalla Legge. L’unico modo di allontanarci dalla maledizione della Legge è conoscere e creder nella giustizia di Dio. Hai trovato questa giustizia di Dio per mezzo di Gesù? Se no, è giunto il momento per te di mettere da parte la tua giustizia e di ritornare umilmente alla Parola di Dio.



Verso Cristo dopo essere morti al peccato

Paolo disse ai suoi fratelli a Roma, “Anche voi siete stati messi a morte quanto alla legge mediante il corpo di Cristo.” Dovete avere una comprensione precisa di ciò che significa ‘essere stati messi a morte quanto alla legge mediante il corpo di Cristo.’ Nessuno può andare a Cristo senza diventare morto al peccato attraverso il corpo di Cristo. I nostri peccati, in altre parole, devono morire con il corpo di Gesù Cristo. Questo è possibile solo quando si crede nel battesimo di Gesù da Giovanni e nella Sua morte sulla Croce.

Noi possiamo morire con Cristo al peccato credendo nel battesimo di Gesù da Giovanni. Poiché Gesù morì con tutti i peccati dell’umanità passati sul Suo corpo con il Suo battesimo da Giovanni, anche i nostri peccati sono morti con Lui quando noi abbiamo creduto in questo. Che tutti i peccati del mondo furono passati su Gesù attraverso il Suo battesimo da Giovanni è verità. Questa verità non dovrebbe solo essere conosciuta, ma conservata nei nostri cuori in fede. Noi dobbiamo conservare questa fede finché entriamo nel Regno di Dio. È per questo che Paolo disse che noi siamo diventati morti alla Legge attraverso il corpo di Cristo. Come tali, coloro che credono in questa verità possono andare a Gesù Cristo, vivere con Lui, e portare i frutti giusti per Dio.

Così, la Scrittura ci dice che dovremmo servire Dio nel nuovo regime dello Spirito e non in quello vecchio della lettera (Romani 7:6). I peccatori in realtà commettono più peccati a causa della Legge. Ciò avviene perché la Legge rivela altri peccati che sono nascosti dentro di loro, rendendoli in tal modo più informati dei loro peccati e consentendo loro di peccare ancora di più. Una delle funzioni della Legge è di farci riconoscere i nostri peccati, ma ha anche lo scopo di rivelare di più sulla natura del peccato e di farci commettere più peccati. Se non fosse per la Legge che Dio ci diede, noi non sapremmo che c’era tanto peccato nascosto dentro di noi. Ma Dio ci diede la Sua Legge, e questa Legge non solo rende il peccato ancora più peccaminoso, ma ci fa anche commettere sempre più peccati.

Pertanto, Paolo dice che finché non diveniamo morti al peccato attraverso il corpo di Cristo, noi ora dobbiamo servire il Signore con la fede nel credere nella giustizia di Dio. Egli ci sta dicendo di servire il Signore con l’aiuto dello Spirito e il dono della redenzione dataci per la nostra fede tenuta nel profondo dei nostri cuori, invece di servirLo con la fede nel significato letterale della Parola. Poiché la Bibbia ci dice che “perché la lettera uccide, ma lo Spirito dà la vita,” noi dobbiamo seguire il Signore rendendoci conto del vero significato del vangelo dell’acqua e dello Spirito, che è la giustizia di Dio. Quando noi crediamo nella Parola di Dio, in altre parole, noi dobbiamo conoscere e credere nel vero significato nascosto nella Parola scritta.



Allora la Legge è peccato? No di certo!

Paolo spiegò la Legge di Dio enfatizzando le sue funzioni. Questo mostra quanto è importante credere con una comprensione appropriata della funzione della Legge. Paolo guardava i suoi peccati a modo suo prima, e a causa di ciò egli non conosceva i suoi peccati, ma attraverso la Legge di Dio egli fu in grado di comprendere che aveva un cuore cupido in lui.

Io spero che anche i credenti in Gesù oggi siano in grado di raggiungere la stessa comprensione sulla Legge che raggiunse Paolo. Ci sono delle persone che, non avendo compreso la verità della Legge, si sforzano ancora di più di vivere la loro vita secondo la Legge. E ci sono molti che vanno in chiesa pensando che se si sforzano un po’ di più, saranno in grado di osservare tutta la Legge. Ma in realtà, queste persone non saranno in grado di trovare affatto la Giustizia di Dio.

Queste persone non hanno compreso il significato profondo della Legge data da Dio, e sono così diventati legalisti. Essi sono dei ciechi ipocriti, incapaci di vedere persino i loro cuori, e non sanno che si stanno opponendo alla giustizia di Dio nella comunità cristiana. Ci sono tante persone così nella cristianità odierna. Coloro che non conoscono veramente la giustizia di Dio e hanno accettato Gesù come loro Salvatore nominale nella fede legalistica non saranno esenti dalla punizione della morte eterna.

 

Paolo afferma che attraverso i comandamenti di Dio, egli giunse a rendersi conto della cupidigia nel suo cuore. Quando egli comprese i suoi peccati attraverso i comandamenti, Paolo era ancora un legalista che pensava di dover osservare la Legge di Dio. I comandamenti di Dio rivelarono la cupidigia nel cuore di Paolo e resero i peccati di Paolo ancora più peccaminosi. È così che Paolo giunse a comprendere di non essere nient’altro che un grave peccatore.

Ci sono dodici tipi di peccato nella mente umana. Quando Paolo non sapeva delle reali funzioni della Legge, egli pensava di essere un’ottima persona, non rendendosi conto esattamente di quanto corrotto egli fosse in realtà. Ma il risultato del suo sforzo di vivere secondo i comandamenti di Dio gli mostrò che egli era lungi dall’essere in grado di osservare i comandamenti, e che questi comandamenti in realtà rivelavano i suoi peccati ancora di più.

Come sono le persone quando credono in Gesù? Quando avete iniziato per la prima volta a credere in Gesù, forse eravate tutti infiammati della vostra fede, ma con il passare del tempo, avrete scoperto i molti peccati che sono fondamentalmente in voi. Attraverso cosa scopriste questi peccati? È attraverso la Legge scritta e i comandamenti che abbiamo scoperto quanto sono pieni i nostri cuori dei dodici tipi di peccati. E noi siamo restii a vedere il nostro io peccaminoso davanti alla Legge. Questo avviene perché noi scopriamo, attraverso la Legge, di essere veramente gravi peccatori.

È per questo che alcuni hanno creato la Dottrina della Giustificazione per consolare se stessi. Questa dottrina pretende che anche se noi abbiamo il peccato nei nostri cuori, solo per il fatto che noi crediamo in Gesù, Dio ci considererà retti. Questa è solo una dottrina artificiale. Le persone hanno fatto e creduto in tale dottrina per nascondere i loro peccati, cercando di vivere nella compiacenza di questa dottrina. Ma poiché essi si rivelano ancora peccatori davanti alla Legge, i loro peccati vengono ad opprimere sempre di più le loro menti. Per essere liberati da tutti i nostri peccati, noi non abbiamo altra scelta che credere nel vangelo che contiene la giustizia di Dio. Questo è l’unico modo per essere liberati da tutti i nostri peccati.

 

Poiché Paolo nel suo passato aveva pensato che Dio gli aveva dato i comandamenti perché fossero seguiti, egli considerava del tutto naturale di cercare di fare il suo meglio per osservarli. Al contrario, egli scoprì che questi comandamenti in realtà condannavano la sua anima a morte a causa del peccato. Paolo infine comprese che stava fraintendendo e credendo in modo erroneo nei comandamenti di Dio.

Ognuno ha nel suo cuore i dodici tipi di peccati menzionati in Marco 7:21-23. “Perché è dal di dentro, dal cuore degli uomini, che escono cattivi pensieri, fornicazioni, furti, omicidi, adulteri, cupidigie, malvagità, frode, lascivia, sguardo invidioso, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive escono dal di dentro e contaminano l’uomo.”

Come Paolo, tutte le persone possono riconoscere i loro peccati attraverso i comandamenti di Dio. Mediante la Legge essi compresero i loro peccati e furono essi a morte, e poi essi scoprirono la giustizia di Dio per mezzo di Gesù Cristo e credettero in essa. Qual è la tua comprensione della giustizia di Dio? Stai ancora cercando di osservare i comandamenti pensando di poterli osservare tutti? Dio ci ha dato la Sua Legge in modo che noi riconosciamo i nostri peccati e ritorniamo a Lui—per essere liberati dal peccato, in altre parole, credendo nella giustizia di Dio. Noi dobbiamo avere un’appropriata comprensione sul motivo per cui Dio ci diede i Suoi comandamenti e credere in essi correttamente. Una volta che avrai compreso questa verità, conoscerai esattamente quanto è prezioso il vangelo dell’acqua e dello Spirito Santo.

 

Quelli che credono nei comandamenti di Dio possono rendersi conto di quali grandi peccatori essi sono agli occhi di Dio. Le persone che non conoscono il ruolo dei comandamenti e non credono nella giustizia di Dio si imbatteranno in grandi difficoltà nella loro vita religiosa e alla fine saranno condotti alla loro distruzione. Questo avviene perché è semplicemente impossibile stare lontani dal peccato mentre si vive in un mondo che è pieno di peccati. È per questo che alcuni si isolano perfino nelle montagne remote e cercano di condurre vita ascetica. Essi pensano che vivendo in mezzo alle montagne e ritirandosi dai peccati del mondo, possono evitare di commettere peccati, ma non è così.

Noi dobbiamo comprendere che, anche se è vero che ognuno a questo mondo commette peccato e pertanto ha il peccato nel cuore, la redenzione da tutto questo peccato si può trovare nel conoscere e nel credere nella giustizia di Dio. Anche se noi evitassimo il mondo per fuggire dai suoi peccati, tuttavia non saremmo in grado di fuggire dai peccati dei nostri cuori. Questo è perché i nostri peccati si trovano nei nostri cuori. Per liberarci veramente dal peccato, dobbiamo credere nel vangelo dell’acqua e dello Spirito. La Legge di Dio e i Suoi comandamenti rendono i nostri peccati persino più peccaminosi. Coloro che conoscono la gravità dei loro peccati devono conoscere e credere nella giustizia di Dio, rivelata a noi attraverso il vangelo dell’acqua e dello Spirito.

“E il comandamento che avrebbe dovuto darmi vita, risultò che mi condannava a morte. Perché il peccato, colta l’occasione per mezzo del comandamento, mi trasse in inganno, e per mezzo di esso mi uccise” (Romani 7:10-11). Noi dobbiamo avere una comprensione appropriata della Legge. Coloro che non hanno compreso appropriatamente la Legge trascorreranno la loro vita intera annegati nel legalismo, cercando di fuggire dalla Legge fino al loro ultimo giorno. Solo coloro che conoscono il vero ruolo della Legge ameranno e crederanno nella giustizia di Dio compiuto da Gesù. Conosci, dunque, questa giustizia di Dio?

 

Paolo l’Apostolo disse che poiché non era rinato nel passato, egli allora apparteneva alla sua carne ed era venduto schiavo al peccato. Confessò anche che anche se desiderava vivere secondo la Legge di Dio, egli finiva col fare quello che non desiderava fare—cioè commettere peccato. Questo era perché egli non aveva lo Spirito Santo in lui poiché non aveva la giustizia di Dio. Paolo poi ammise che la ragione per cui egli commetteva peccato contro il suo volere era nei peccati che si trovavano nel suo cuore, perché doveva ancora scoprire la giustizia di Dio in quel periodo.

Ciononostante, Paolo si rese conto di una legge, e quella legge era la legge del peccato—la sua presa di coscienza fondamentale del fatto che l’uomo, che ha il peccato nel suo cuore, non può evitare di peccare. Egli comprese anche che la persona interiore continuava a desiderare di vivere sempre secondo la Legge di Dio. Ma Paolo confessò che, proprio come un albero del peccato porta i frutti del peccato, egli era un peccatore che poteva solo continuare a vivere nel peccato, perché, non avendo ancora incontrato Gesù Cristo, non aveva ricevuto la redenzione dai suoi peccati. Era giusto, in altre parole, per lui essere messo a morte a causa dei suoi peccati.

È per questo che egli confessò di essere un uomo sventurato, lamentando, “Chi mi libererà da questo corpo di morte?” (Romani 7:24) questo fu il ricordo di Paolo di se stesso quando era un peccatore. Prova ad applicare questa confessione di Paolo a te stesso. Non sei ancora imprigionato in questo corpo di morte che non riesce a osservare la Legge? Noi dobbiamo credere nella giustizia di Dio. Nel vangelo dell’acqua e dello Spirito è nascosta la giustizia di Dio, e noi possiamo conseguire la Sua giustizia credendo a questo vangelo.

Paolo poté essere liberato da tutta la sua infelicità credendo nel battesimo di Gesù Cristo e nella Sua morte sulla Croce.

 

Il climax del capitolo 7 si trova nei versetti 24 e 25. Paolo scrive, “Me infelice! Chi mi libererà da questo corpo di morte? Grazie siano rese a Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore. Così dunque, io con la mente servo la legge di Dio, ma con la carne la legge del peccato.”

In Romani capitolo 6, Paolo parla della fede che ci porta a essere sepolti e risuscitati in unione con Cristo. Unendoci con il Suo battesimo e la Sua morte sulla Croce, noi possiamo conseguire questa fede.

Paolo comprese di essere un uomo infelice, la cui carne era così insufficiente che egli trasgrediva la Legge di Dio non solo prima di incontrare Gesù ma continuò a trasgredirla persino dopo il suo incontro con Gesù. Egli così di lamentava, “Chi mi libererà da questo corpo di morte?” egli poi concluse che poteva essere liberato dal corpo di morte credendo nella giustizia di Dio, dicendo, “Grazie siano rese a Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore.” Paolo fu liberato dai peccati della carne e della mente credendo nella Giustizia di Dio attraverso Cristo ed essendo unito con Lui.

La confessione finale di Paolo fu, “Così dunque, io con la mente servo la legge di Dio, ma con la carne la legge del peccato” (Romani 7:25). E all’inizio del capitolo 8, egli confessò, “Non c’è più dunque nessuna condanna per quelli che sono in Cristo Gesù, che non camminano secondo la carne, ma secondo lo Spirito. Perché la legge dello Spirito della vita in Cristo Gesù mi ha liberato dalla legge del peccato e della morte” (Romani 8:1-2).

 

C’erano originariamente due leggi date da Dio: la legge del peccato e della morte e quella dello Spirito della vita. La legge dello Spirito della vita salvò Paolo dalla legge del peccato e della morte. Ciò significava che credendo nel battesimo di Gesù e nella Sua morte sulla Croce, che tolse tutti i suoi peccati, egli si unì con Gesù e fu salvato da tutti i suoi peccati. Noi dobbiamo tutti avere la fede che ci unisce con il battesimo del Signore e la Sua morte sulla Croce.

Paolo confessò in Romani capitolo 7 che egli in precedenza era destinato ad essere condannato sotto la Legge, ma per mezzo di Gesù Cristo, egli giunse ad essere liberato da questa condanna. In tal modo, egli poté servire Dio attraverso lo Spirito Santo, che dimorava in lui.



La verità che Paolo comprese


Paolo confessò, “La legge è peccato? No di certo! Anzi, io non avrei conosciuto il peccato se non per mezzo della legge” (Romani 7:7). Egli non avrebbe potuto conoscere la concupiscenza se la Legge non avesse detto, “Non concupirai.” Paolo spiegò il rapporto tra la Legge e il peccato, dicendo, “Ma il peccato, colta l’occasione, per mezzo del comandamento, produsse in me ogni concupiscenza.” Questo significa che i cuori degli uomini sono fondamentalmente pieni di peccato. Dal momento in cui le persone vengono concepite nei grembi delle madri, esse sono concepite nel peccato, e nasceranno con i dodici tipi di peccati.

Questi dodici tipi di peccati sono adulterio, fornicazioni, omicidi, furti, cupidigie, malvagità, frode, lascivia, sguardo invidioso, calunnia, superbia, e stoltezza. Tutti commettono questi peccati fino alla morte. Come può qualcuno al mondo obbedire alla Legge e ai comandamenti di Dio essendo nato in questo mondo con questi dodici peccati? Nello stesso momenti in cui udiamo le parole della Legge e i comandamenti che ci dicono cosa “dovremmo” o “non dovremmo fare,” il peccato inizia ad agire in noi.

 

Quando noi non conoscevamo la Legge e i comandamenti di Dio, i peccati dentro di noi erano quietamente addormentati. Ma dopo aver udito i comandamenti, che ci dicevano cosa fare e cosa non fare, questi peccati emersero e ci fecero peccare anche di più.

Chi non è rinato o non crede e comprende la verità dell’acqua e dello Spirito ha in sé il peccato. Questo peccato, essendo stato attivato dalle parole dei comandamenti, poi produce anche altri peccati. La Legge, che dice alla gente cosa fare e cosa non fare, è come un ammaestratore che cerca di addomesticare il peccato. Comunque, il peccato va contro i comandi di Dio e disobbedisce loro. Quando un peccatore sente i comandamenti, i peccati nel suo cuore vengono attivati, portandolo/a a commettere ancora più peccati.

Noi possiamo comprendere attraverso i Dieci Comandamenti che abbiamo il peccato dentro di noi. Il ruolo della Legge è dunque di rivelare i peccati nei nostri cuori, farci comprendere che i comandamenti di Dio sono santi, e di aprirci gli occhi sulla nostra peccaminosità. Nella nostra essenza, noi siamo nati con la concupiscenza di avere brama di tutto ciò che Dio ha creato, incluse proprietà o compagni che non sono nostri. Così, il comandamento che dichiara, “Non concupire,” ci dice che noi siamo nati peccatori ed eravamo destinati ad andare all’inferno dal giorno della nostra nascita. Esso ci mostra anche l’imperativo per il Salvatore, che realizzò la giustizia di Dio.

Ecco perché Paolo confessò che il peccato colse l’opportunità dal comandamento per produrre in lui ogni concupiscenza. Paolo si rese conto di essere stato un grande peccatore che aveva trasgredito i buoni comandamenti di Dio, perché era in origine nato corrotto ed era con il peccato prima di credere nella Giustizia di Dio.

 

Quando osserviamo il capitolo 7, scopriamo che Paolo l’Apostolo era molto spirituale, aveva una conoscenza estesa della Bibbia, e aveva grande comprensione ed esperienze spirituali. Egli sapeva chiaramente attraverso la Legge che c’era il peccato dentro di lui, che con i comandamenti produceva ogni concupiscenza. Egli giunse a comprendere che la Legge di Dio aveva il ruolo di rivelare i peccati dentro di lui. Poiché questi peccati si ripresentavano, egli confessava anche che il comandamento, che doveva portare la vita, gli aveva portato la morte.

Com’è la nostra fede? È come quella di Paolo? Non c’è peccato nel nostro cuore sia che credi in Gesù che se non credi? Se è così, questo significa che tu non conosci ancora la Giustizia di Dio, non hai ricevuto lo Spirito Santo, e sei un peccatore che è destinato ad andare all’inferno per essere giudicato per i tuoi peccati. Riconosci questi fatti? Se sì, allora credi nel vangelo dell’acqua e dello Spirito, in cui la giustizia di Dio è rivelata. Sarai salvato da tutti i tuoi peccati, guadagnerai la giustizia di Dio, e lo Spirito Santo verrà su di te. Noi dobbiamo credere nel vangelo dell’acqua e dello Spirito.



Il peccato, cogliendo l’occasione dal comandamento, ingannarono Paolo

Paolo l’Apostolo disse, “Il comandamento che avrebbe dovuto darmi vita, risultò che mi condannava a morte. Perché il peccato, colta l’occasione per mezzo del comandamento, mi trasse in inganno, e per mezzo di esso mi uccise” (Romani 7:10-11). Il peccato, in altre parole, ingannò Paolo avvantaggiandosi del comandamento. Paolo credeva nel comandamento che era veramente buono e giusto, e tuttavia i dodici tipi di peccato erano vivi e incancreniti nel suo cuore. Ciò significa che egli era stato ingannato dal peccato perché non poteva comprendere lo scopo dei comandamenti di Dio.

Dapprima, Paolo pensava che Dio aveva dato la Legge perché lui le obbedisse. Ma in seguito, egli comprese che la Legge non era stata data per essere obbedita, ma per rivelare i peccati nei cuori delle persone, insieme alla santità di Dio, e perché i non credenti fossero giudicati da Dio. È così che Paolo pensava di essere stato ingannato dal peccato, poiché egli non aveva compreso i comandamenti e la Legge di Dio correttamente. La maggior parte delle persone oggi sono ingannati nello stesso modo.

Noi dobbiamo comprendere che il motivo per cui Dio ci diede i comandamenti e la Legge non è perché noi li rispettiamo, ma perché noi comprendiamo i nostri peccati e raggiungiamo la Giustizia di Dio credendo nel vangelo dell’acqua e dello Spirito. Ma finché cerchiamo di vivere secondo la Legge con i nostri peccati, noi finiamo col rivelare la nostra natura peccaminosa.

Così, un peccatore comprende attraverso la Legge che anche se la Legge è santa, egli/ella non ha alcun potere o la capacità di vivere una vita santa. In quel momento, egli/ella diventa un peccatore che non ha altra scelta che essere mandato all’inferno dalla Legge. Ma i peccatori che non credono nel vangelo dell’acqua e dello Spirito continuano a pensare che Dio diede loro la Legge perché essi le obbedissero. Essi continuano a cercare di obbedire alla Legge, ma inganneranno se stessi e cadranno nella distruzione alla fine.

Coloro che non sono rinati rimanendo ignoranti della giustizia di Dio commettono peccato e poi cercano di essere perdonati offrendo preghiere di pentimento. Alla fine, comunque, essi giungono a comprendere di aver frainteso lo scopo della Legge di Dio e di aver ingannato se stessi. Il peccato, cogliendo occasione per mezzo del comandamento, li ha ingannati. La Legge di Dio è santa, ma i peccati dentro di loro invece li conducono alla morte.

Paolo dice, “Così la legge è santa, e il comandamento è santo, giusto e buono. Ciò che è buono diventò dunque per me morte? No di certo! È invece il peccato che mi è diventato morte, perché si rivelasse come peccato, causandomi la morte mediante ciò che è buono, affinché, per mezzo del comandamento, il peccato diventasse estremamente peccante” (Romani 7:12-13). Coloro che comprendono questa verità si rendono conto che è loro necessaria la Giustizia di Dio, e quindi, credono che il vangelo dell’acqua e dello Spirito è la pura verità. Una persona che crede nel vangelo dell’acqua e dello Spirito crede anche nella giustizia di Dio. Liberiamoci da tutti i nostri peccati e raggiungiamo la santità di Dio con il credere nella Sua giustizia. Io auguro a tutti voi di essere benedetti da questo vangelo.



Com’erano la carne e la mente di Paolo?


Paolo era pieno di Spirito e aveva una profonda comprensione della Parola di Dio. Tuttavia, egli parlava della sua carne con le seguenti parole: “Sappiamo infatti che la legge è spirituale, ma io sono carnale, venduto schiavo al peccato. Poiché, ciò che faccio, io non lo capisco: infatti non faccio quello che voglio, ma faccio quello che odio. Ora, se faccio quello che non voglio, ammetto che la legge è buona; allora non sono più io che lo faccio, ma il peccato che abita in me” (Romani 7:14-17). Egli dice che commetteva il peccato perché era carnale di natura. Poiché era carnale, egli vedeva se stesso ricercare i desideri della carne, anche se voleva fare il bene.

Paolo così comprese, “Io mi compiaccio della legge di Dio secondo l’uomo interiore. Ma vedo un’altra legge nelle mie membra, che combatte contro la legge della mia mente, e mi rende prigioniero della legge del peccato che è nelle mie membra” (Romani 7:22-23). È per questo che egli si lamentava della sua carne, gridando, “Me infelice!”(Romani 7:24). Anche dopo che Paolo era rinato, egli era ancora afflitto perché il male era presente dentro di lui, anche se voleva fare il bene. Quando Paolo disse che il male era presente dentro di lui, si riferiva alla sua carne. Egli vedeva un’altra legge nelle sue membra, che combatteva contro la legge dello Spirito, lo rendeva sregolato nella carne, e lo induceva a commettere peccati. Egli poteva solo ammettere che non aveva altra scelta che essere sottoposto al giudizio poiché vedeva che la sua carne prendeva controllo su di lui per peccare. Poiché anche Paolo era fatto di carne, si lamentava dei peccati che derivavano dalla sua carne.

 

È per questo che Paolo dichiarò, “Me infelice!” Ma egli ringraziava anche Gesù Cristo per aver realizzato la giustizia di Dio. Questo avveniva perché egli credeva che Gesù venne sulla terra, fu battezzato, e fu crocifisso per dare il perdono dei peccati a tutti gli uomini. Egli poteva ringraziare di cuore Dio, poiché aveva la fede che lo univa con il battesimo e il sangue di Gesù Cristo.

Paolo sapeva che quando Giovanni battezzò Gesù, tutti i suoi peccati, e anche i peccati del mondo, furono passati su Gesù una volta per tutte. Egli sapeva anche che quando Gesù morì sulla Croce, anche tutti noi morimmo al peccato. Perciò noi dobbiamo avere una fede unita con la verità dell’acqua e dello Spirito. Il tuo cuore è unito al battesimo e al sangue di Gesù Cristo? Hai, in altre parole, unito il tuo cuore al vangelo dell’acqua e dello Spirito, che realizzò la giustizia di Dio? Noi dobbiamo avere la nostra fede unita nel battesimo che nostro Signore ricevette da Giovanni e al sangue che Egli versò sulla Croce. È molto importante per noi avere la fede unita perché unirsi con il vangelo dell’acqua e dello Spirito è unirsi con la giustizia del Signore.

Romani 6:3 afferma, “Che tutti noi che siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella Sua morte.” Questo significa che credendo nel battesimo di Gesù, siamo stati anche battezzati con Lui, a significare che siamo diventati uniti nella morte di nostro Signore. Cioè, essendo battezzati in unità attraverso la fede, noi siamo stati spiritualmente battezzati nella Sua morte. Essere uniti con il Signore è essere uniti con il Suo battesimo e morire in unione con la Sua morte.

 

Pertanto dobbiamo credere e unirci con il battesimo di Gesù e la Sua morte sulla Croce che hanno realizzato la giustizia di Dio. Se non credi ancora nel vangelo dell’acqua e dello Spirito, che contiene la giustizia di Dio, tu non sei unito con il battesimo di Gesù e la Sua morte. Ed è in questo vangelo che la giustizia di Dio è stata rivelata.

Se i nostri cuori non si uniscono con il battesimo di Gesù e con la Sua morte sulla Croce, la nostra fede è puramente teorica e inutile. Unitevi con il battesimo di Gesù e il Suo sangue sulla Croce e credete in loro. Ecco come dovremmo comportarci. Una fede teorica è inutile. Cosa ha di buono una bella casa, per esempio, se non è tua? Per rendere la giustizia di Dio nostra, noi dobbiamo sapere che lo scopo del battesimo di Gesù fu di cancellare i nostri peccati, e che la Sua morte sulla Croce avvenne per la morte della nostra carne. Attraverso la nostra fede nella giustizia di Dio realizzata da nostro Signore, noi dobbiamo essere redenti una volta per tutte e camminare nella novità della vita.

Attraverso la tua fede così unita con il battesimo di Gesù e il Suo sangue sulla Croce, la giustizia di Dio diventerà in realtà la tua. Noi dobbiamo unirci con il battesimo e la morte di Gesù, perché se non lo facciamo, la nostra fede non significherebbe nulla.

“Me infelice! Chi mi libererà da questo corpo di morte?” (Romani 7:24) questo non è solo un lamento di Paolo, ma anche quello tuo e mio, e anche di tutti coloro che sono ancora separati da Cristo. Colui che ci libererà da quest’angoscia è Gesù, ed essa si può risolvere solo credendo nel Signore, che fu battezzato, crocifisso, e risorse per noi.

Paolo dice, “Grazie siano rese a Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore.” Questo mostra che Paolo si unì con il Signore. Noi dobbiamo credere che se ci uniamo e abbiamo fede che il Signore ci ha salvati dai nostri peccati attraverso il Suo battesimo e sangue, saremo perdonati e riceveremo la vita eterna. Tutti i tuoi peccati verranno passati su Gesù Cristo quando crederai nel battesimo di Gesù con un cuore unito. Sarai morto e risorto con Lui dopo aver acquisito una fede in unione con la Sua morte sulla Croce.

Gesù iniziò il Suo ministero sulla terra all’età di trent’anni. La primissima cosa che Egli fece nella Sua missione fu di cancellare i nostri peccati facendosi battezzare da Giovanni Battista. Perché Egli fu battezzato? Ciò avvenne perché Lui prese su di Sé tutti i peccati degli uomini. Pertanto, quando noi unimmo i nostri cuori con la giustizia di Dio, eseguita da Gesù, tutti i nostri peccati vennero in realtà passati su Gesù attraverso il Suo battesimo. Tutti i nostri peccati furono trasferiti a Gesù e cancellati una volta per tutte.

Nostro Signore in realtà venne al mondo e fu battezzato per bear tutti i nostri peccati e morì per pagare il loro salario. Gesù disse a Giovanni appena prima che Egli fosse battezzato, “Conviene che noi adempiamo in questo modo ogni giustizia” (Matteo 3:15). “Tutta la giustizia” si riferisce al battesimo di Gesù, che cancellò tutti i peccati degli uomini, che erano destinati all’inferno, e anche alla Sua morte e resurrezione. Cos’è la giustizia di Dio? Secondo le promesse di Dio nel Vecchio Testamento, il battesimo e la morte sulla Croce di Gesù, che salvarono tutti i peccatori, sono la Sua giustizia. Il motivo per cui Gesù venne in terra nell’aspetto di uomo e ricevette il battesimo fu di prendere tutti i peccati degli uomini su di Lui e cancellarli.

Perché Giovanni battezzò Gesù? Fu per realizzare la giustizia di Dio prendendo tutti i peccati degli uomini. Noi, che fummo battezzati in Cristo Gesù, fummo battezzati anche nella Sua morte e ora camminiamo nella novità della vita, perché Egli fu sollevato dai morti. Aver fede nella giustizia di Dio è credere e unire i nostri cuori con il battesimo di Gesù, la Sua morte sulla Croce, e la Sua resurrezione. È molto importante per noi credere che Gesù prese tutti i nostri peccati su di Sé quando fu battezzato. Noi fummo sepolti con Lui quando Egli morì sulla Croce perché eravamo uniti con Lui attraverso il Suo battesimo. È cruciale per noi unire i nostri cuori con il Signore credendo nella giustizia di Dio, anche dopo essere stati liberati da tutti i nostri peccati. Noi possiamo rendere grazie a Dio perché noi siamo tutti morti con Cristo quando Egli morì sulla Croce, perché Egli aveva già preso tutti i nostri peccati attraverso il Suo battesimo.

Unirsi con Gesù per fede è necessario anche dopo aver ottenuto la Giustizia di Dio attraverso la nostra redenzione. Dopo aver ricevuto il dono della redenzione, la nostra fede può deteriorarsi in una mera convenzione. Ma, se noi uniamo i nostri cuori con la giustizia del Signore, i nostri cuori vivranno con Dio. Se noi ci uniamo con la giustizia di Dio, vivremo con Lui, ma se non lo facciamo, allora non possiamo che diventare estranei a Lui. Se non ci uniamo con il Signore Dio e rimaniamo soltanto spettatori a Lui, come se stessimo ammirando il giardino del nostro vicino, noi diventeremmo estranei a Dio essendo separati da Lui. Pertanto, noi dobbiamo unirci con la Parola del Signore e la giustizia di Dio in fede.



Se abbiamo la fede nell’unione con il battesimo di Gesù e la Sua morte sulla Croce, noi siamo i Cristiani che sono uniti con il Signore

Credere nella giustizia di Dio è unirsi con il Signore e avere la fede per riconoscere la Sua giustizia. Ogni aspetto delle nostre vite dovrebbe essere unito con la giustizia di Dio. Ecco come dovremmo vivere. Se non ci uniamo con la Sua giustizia, diventeremo schiavi della nostra carne e moriremo, ma nel momento in cui ci uniamo con la giustizia di Dio, tutti i nostri peccati saranno perdonati. Solo quando noi uniamo i nostri cuori con la giustizia del Signore noi diventiamo i servi di Dio. Tutte le opere di Dio allora diventeranno pertinenti a noi, e, come tali, tutte le Sue opere e il Suo potere diventeranno nostri. Comunque, se non ci uniamo con Lui, rimarremo estranei alla Sua giustizia.

Noi siamo infermi e deboli nella carne, proprio com’era Paolo, per cui dobbiamo unire i nostri cuori con la giustizia di Dio. Noi dobbiamo unirci e credere che Gesù fu battezzato da Giovanni e crocifisso per salvarci da tutti i nostri peccati. Questo è il tipo di fede che compiace Dio e porta benedizioni ai nostri corpi e alle anime. Se noi crediamo negli sforzi del Signore con i nostri cuori uniti nella fede, tutte le benedizioni promesse del Cielo saranno anche nostre. Ecco perché dobbiamo essere uniti con Lui.

D’altro lato, se non uniamo i nostri cuori con la giustizia di Dio, noi non Lo serviremo. Questi cristiani che non uniscono i loro cuori con la Giustizia di Dio amano i valori mondani più di qualsiasi altra cosa. Essi non sono diversi dai miscredenti nel mondo. Essi giungono a comprendere il valore della Giustizia di Dio solo quando i loro possessi, che essi amano quanto la loro vita, gli vengono tolti. Le cose materiali non hanno il valore o il potere di prendere controllo sulla vita delle persone. Solo la giustizia del Signore può darci il perdono dei peccati, la vita eterna e benedizioni. Le cose materiali non valgono le nostre vite. Noi dobbiamo comprendere che se ci uniamo con la giustizia del Signore, noi, come i nostri vicini, vivremo.

 

I nostri cuori devono essere uniti nella giustizia del Signore. Noi dobbiamo vivere secondo la fede e unire i nostri cuori con Cristo. La fede che è unita con la giustizia di Cristo è bella. Ciò che Paolo dice alla fine nel capitolo 7 è che noi dovremmo vivere una vita spirituale in unione con il Signore.

Hai mai visto qualcuno che è diventato un servo di Dio senza che il suo cuore fosse unito con la Sua giustizia? Non ce ne sono! Hai visto qualcuno che riconosce il vangelo dell’acqua e dello Spirito come condizione necessaria per il perdono dei peccati senza essere unito alla giustizia di Dio? Non ce ne sono. Non importa quanto sappiamo sulla Bibbia, la nostra fede sarà inutile se non siamo uniti alla giustizia di Dio e non crediamo che credendo nel battesimo di Gesù e il Suo sangue sulla Croce, noi possiamo essere liberati da tutti i nostri peccati.

Anche se abbiamo ricevuto una volta il perdono dei peccati e frequentiamo la chiesa, se non siamo uniti con la Sua giustizia, noi siamo peccatori che non hanno parte nel progetto del Signore. Anche se diciamo che crediamo in Dio, saremmo separati dal Signore se non fossimo uniti alla Sua giustizia. Noi dobbiamo essere uniti con la giustizia di Dio se vogliamo essere consolati, aiutati, e guidati da Cristo.

Hai ricevuto la Giustizia di Dio e il perdono di tutti i tuoi peccati credendo nel vangelo dell’acqua e dello Spirito? Servi, proprio come fece Paolo, la legge di Dio con la tua mente mentre la tua carne serve la legge del peccato ogni giorno? Noi dobbiamo essere uniti alla giustizia di Dio in ogni momento. Cosa accadrà se non ci uniamo con la giustizia di Dio? Noi saremo distrutti. Ma coloro che sono uniti con la Giustizia di Dio condurranno vite che sono unite con la chiesa di Dio.

 

Credere nella giustizia di Dio significa essere uniti alla chiesa e servi di Dio. Noi possiamo continuare a vivere secondo la fede solo quando siamo uniti con la Giustizia di Dio ogni giorno. Coloro che sono perdonati per i loro peccati credendo nella Sua giustizia devono essere uniti con la chiesa di Dio ogni giorno. Poiché la carne vuole sempre servire la legge del peccato, noi dobbiamo sempre meditare sulla legge di Dio e vivere secondo la fede. Noi possiamo essere uniti con il Signore se continuiamo a meditare e a concentrarci sulla giustizia di Dio.

Noi, che crediamo nella giustizia di Dio, dovremmo unirci con la chiesa e i servi di Dio su base giornaliera. Per fare ciò, dobbiamo ricordare sempre la giustizia di Dio. Noi dobbiamo riflettere e unirci con la chiesa di Dio ogni giorno. Dobbiamo meditare sul atto che il Signore fu battezzato per prendere su di Sé tutti i nostri peccati in nostra vece. Quando noi siamo uniti a questa fede e alla giustizia di Dio, avremo pace da Dio, e voi sarete rinnovati, benedetti e riceverete il potere da Lui.

Unisciti con la Giustizia di Dio. Allora troverai nuova forza. Unisciti con il battesimo di Gesù nella giustizia di Dio ora. I tuoi peccati saranno tutti tolti. Unisci il tuo cuore con la morte di Cristo sulla Croce. Anche tu morirai con Lui. Unisciti con la Sua resurrezione. Anche tu vivrai di nuovo. In breve, quando ti unisci con Cristo nel tuo cuore, morirai e sarai resuscitato con Cristo, e così sarai liberato da tutti i tuoi peccati.

Cosa avviene se non ci uniamo con Cristo? Noi possiamo confonderci e chiedere, “Perché fu battezzato Gesù? L’unica differenza tra il Vecchio Testamento e il Nuovo Testamento è che il primo parla dell’ ‘imposizione delle mani’ e il secondo parla del battesimo. E allora? Che c’è di eccezionale?” Una fede orientata sulla conoscenza o teorica non è una vera fede, e alla fine porta i credenti a deviare da Dio. Coloro che credono in tale maniera sono come lo studente che accetta solo la conoscenza dai suoi insegnanti. Se lo studente rispettasse veramente i suoi insegnanti, egli apprenderebbe anche dal loro nobile carattere, dalla loro guida, o grande personalità. Noi non dovremmo accettare la Parola di Dio solo come un altro brano di conoscenza, ma dovremmo imparare la personalità, l’amore, la misericordia, e la giustizia di Dio con i nostri cuori. Dovremmo staccarci dall’idea di cercare di imparare la Sua Parola solo come conoscenza, ma unirci con la Sua giustizia. Essere uniti alla giustizia di Dio porta i credenti a guadagnare la vera vita. Siate uniti con il Signore! Una fede unita è la vera fede. Una fede teorica e orientata alla conoscenza non è una fede unita, ma una fede vuota.

 

“La misericordia di Dio,” come si canta in un inno, “è un oceano divino, un fiume illimitato e insondabile.” Quando i nostri cuori sono uniti con la giustizia di Dio, ci sarà una pace altrettanto illimitata e insondabile della misericordia di Dio che ci ha dato la Sua giustizia. Ma una fede teorica e orientata alla conoscenza che non è unita a Dio è come acqua bassa. Se il mare è basso, spumeggia facilmente, ma la corrente magnifica delle onde blu, dove l’acqua dell’oceano è molto profonda, è indescrivibile. Ma nell’acqua bassa, quando le onde colpiscono la riva, si raggrumano, s’infrangono, spumeggiano, e si confondono nel caos. La fede di coloro che non sono uniti con la Giustizia di Dio è come le onde nell’acqua bassa.

I cuori di coloro che sono uniti con la Parola di Dio sono profondi, centrati intorno al Signore, risoluti e incrollabili in tutte le circostanze. I loro cuori vanno verso la volontà dell’Altissimo. Ma coloro i cui cuori non sono uniti alla Sua giustizia sono scossi facilmente, alla minima difficoltà.

 

Noi dobbiamo avere una fede che è unita con il Signore. Noi dobbiamo essere uniti alla Parola di Dio. Noi non dobbiamo essere scossi da questioni banali. Coloro che sono uniti con il Signore sono stati battezzati con Cristo, sono morti con Cristo, e sono risorti con Cristo dalla morte. Poiché noi non apparteniamo più la mondo, dobbiamo unirci con la Giustizia di Dio per compiacerLo, che ci ha accettati come servi della giustizia.

Se ci uniamo con la giustizia di Dio, saremo sempre in pace, felici, e pieni di forza perché la forza del Signore diventerà la nostra. Appropriandoci del Suo potere e delle Sue benedizioni, noi vivremo con grandi benedizioni. Se siamo uniti con il battesimo di Gesù e la Sua morte sulla Croce mediante la fede, tutto il Suo potere diventerà il nostro.

Unisci il tuo cuore con il Signore. Se ti unisci con il Signore, sarai anche unito con la chiesa di Dio. E coloro che sono uniti con Dio si uniranno l’uno con l’altro, facendo, in comunione di sentimenti, le Sue opere e insieme crescendo nella loro fede nella Sua Parola.

Se non uniamo i nostri cuori con Cristo, comunque, perderemo tutto. Anche se la nostra fede è piccola come seme di senape, il Signore ha già dimenticato i nostri peccati una volta per tutte. Noi dovremmo essere uniti a questa verità ogni giorno, nonostante le nostre debolezze. Solo una fede unita ti farà vivere e rendere grazie a Dio per mezzo di Gesù Cristo.

Quando noi ci uniamo con la giustizia del Signore, troviamo nuova forza e i nostri cuori diventano risoluti. I nostri cuori vengono legittimati quando ci uniamo con la Parola di Dio. È impossibile ottenere la determinazione a servire il Signore seguendo le nostre menti. Quando ci uniamo con il battesimo di Gesù, la Sua Croce e resurrezione, la nostra fede crescerà e poggerà saldamente sulla Scrittura.

 

Dobbiamo unire i nostri cuori con il Signore. Solo la fede che è unita con Lui è la vera fede; quella che non è unita con Lui è una falsa fede.

Noi rendiamo grazie a Dio per consentirci di unire la nostra fede con il Signore dandoci il battesimo di Gesù e il Suo sangue sulla Croce. Noi dobbiamo unire i nostri cuori con Lui da oggi in avanti, fino all’ultimo giorno, quando incontreremo il Signore di nuovo. Uniamoci con Lui.

Noi abbiamo bisogno di unire i nostri cuori con Dio perché noi siamo deboli davanti a Lui. Anche Paolo era unito con Dio e fu liberato dai suoi peccati. Egli divenne il servo prezioso di Dio, che predicò il vangelo in tutto il mondo, conoscendo e credendo nel vangelo dell’acqua e dello Spirito dato da Gesù Cristo, la giustizia di Dio. Poiché noi siamo deboli, e serviamo la legge di Dio con le nostre menti ma la legge del peccato con la nostra carne, possiamo vivere solo unendoci con il Signore.

Hai ora imparato la fede che unisce con la giustizia di Gesù? La tua fede è unita con il battesimo di Gesù? È giunto il tempo per te di avere una fede unita che crede nel battesimo e nel sangue di Gesù. Quelli di voi la cui fede non è unita con la Giustizia di Dio hanno fallito nella loro fede, nella loro salvezza, e nelle loro vite.

Pertanto, la giustizia del Signore è il requisito indispensabile per la tua liberazione. Essere uniti con il Signore è la benedizione che porta tutti noi a ricevere il perdono dei peccati e a diventare figli di Dio. Ricevi la giustizia di Dio unendoti e credendo nella Sua giustizia. La giustizia di Dio allora diverrà tua, e la benedizioni di Dio sarà sempre con te.



Ringrazia Dio per Gesù Cristo!

Paolo l’Apostolo disse che ringraziava Dio per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore. Egli ringraziava per la giustizia di Dio ricevuta mediante la fede per mezzo di Gesù Cristo. Anche dopo che Paolo credette nella Giustizia di Dio, egli non poteva fare a meno di servire la legge di Dio con la sua mente e la legge del peccato con la sua carne. Ma poiché egli credeva nella Giustizia di Dio con tutto il suo cuore, il suo cuore non aveva peccato.

Paolo confessò che era già condannato dalla Legge in Gesù Cristo, e salvato dal peccato attraverso la fede grazie alla Giustizia di Dio. Egli disse anche che coloro che stavano fronteggiando l’ira di Dio e le punizioni della Sua Legge sarebbero ancora in grado di portare il frutto della salvezza credendo nella Giustizia di Dio nei loro cuori. Nei cuori dei rinati, ci sono i desideri dello Spirito Santo e anche i desideri della carne. Ma una persona che non è rinata ha solo la libidine della carne. Pertanto, i peccatori desiderano solo peccare, e quel che è peggio, attraverso i loro istinti naturali, essi cercano di abbellire i loro peccati davanti agli occhi degli altri.

I diaconi e gli anziani che non sono rinati solitamente dicono, “Io voglio vivere virtuosamente, ma non so perché è così difficile.” Noi dobbiamo considerare perché essi non possono fare a meno di vivere in questo modo. Ciò avviene perché essi sono peccatori che non hanno ricevuto la salvezza dal credere nella giustizia di Dio. Nei loro cuori c’è il peccato perché la giustizia di Dio no si trova in loro. Ma nei cuori dei rinati ci sono sia la giustizia di Dio che lo Spirito Santo, ma non il no peccato.

Quando Paolo aveva il peccato nel suo cuore, si lamentava, “Infatti il bene che voglio, non lo faccio; ma il male che non voglio, quello faccio. Me infelice! Chi mi libererà da questo corpo di morte?” Comunque, Paolo aggiunse immediatamente, “Grazie siano rese a Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore” (Romani 7:25). questo significa che egli ricevette la salvezza da tutti i suoi peccati credendo in Gesù Cristo, che ha realizzato la Giustizia di Dio.

 

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Quello che Paolo sta cercando di dire nel capitolo 7 è che prima, quando egli era religioso ma senza essere rinato, non aveva conosciuto quale fosse il ruolo della Legge. Ma egli disse che Colui che lo liberò da quello stato infelice, causato dal peccato, fu Gesù Cristo, che ha compiuto la Giustizia di Dio. Chiunque crede che Gesù Cristo realizzò la giustizia di Dio per liberarci dal peccato sarà salvato.

Coloro che credono nella Giustizia di Dio servono la legge di Dio con la mente ma servono la legge del peccato con la carne. La loro carne tende ancora verso il peccato perché non è stata ancora cambiata, anche se essi sono rinati. La carne desidera il peccato, ma la mente, che crede nella Giustizia di Dio, vuole seguire la Giustizia di Dio. D’altro lato, coloro che non hanno ricevuto il perdono dei peccati saranno condotti sia dalla loro mente che dalla carne a commettere solo il peccato, perché alla base dei loro cuori si trova il peccato. Ma coloro che conoscono e credono nella giustizia di Dio osservano la Sua giustizia.

Noi ringraziamo Dio per mezzo di Gesù Cristo, perché Cristo ha realizzato tutta la Giustizia di Dio. Siano rese grazie al Signore per averci dato la Sua giustizia e averci condotto a credere in essa.

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